Alessandro Lucarelli è il capitano di questo incredibile Parma che, in modo assai rocambolesco, è riuscito a salire in A all’ultimo secondo dell’ultima giornata di Serie B. La vittoria dei gialloblu contro lo Spezia dell’ex Gilardino e il contemporaneo pareggio del Frosinone, in casa col Foggia, ha sancito la matematica promozione dei ducali. I ciociari, con un autentico harakiri, hanno buttato via, all’89’ una promozione che sembrava cosa fatta, subendo il definitivo due pari. E così Parma e Frosinone finiscono entrambe a 72 punti, ma gli emiliani, grazie alla classifica avulsa, sono riusciti ad avere la meglio sui frusinati. Incredibile. Nessuna squadra aveva mai fatto dalla D alla A in 3 anni. Ma d’altronde uno scenario simile può vedersi solo in piazze come Parma, in cui, specie negli anni ’90, abbiamo visto di tutto e di più.

Zola, Brolin, Asprilia, Dino Baggio, Mussi, Apolloni, Mutu, Benarrivo, Adriano, Crespo, Cassano, Chiesa, Veron, Giovinco, Ortega, Amoroso, Di Vaio, Almeyda, Buffon, Frey, Fabio e Paolo Cannavaro, Nakata, Thuram, Gilardino, Boghossian, Sensini, Taffarel sono solo i primi nomi che mi vengono se penso all’incredibile parco giocatori che ha avuto negli anni il Parma. Ma permettetemi di aggiungere a questa incredibile schiera di nomi anche Alessandro Lucarelli, mister 40 primavere (quasi 41), capitano del Parma.

La storia di Alessandro Lucarelli con il Parma

Alessandro Lucarelli, dopo aver girato diverse piazza come Palermo, Fiorentina e Genoa, è in forza agli emiliani dal 2008. 10 anni in cui il parma non ha avuto molti motivi per sorridere. Dalla retrocessione del 2007/2008 in Serie B alla promozione in Serie A nella stagione 2017/2018. In mezzo un fallimento vergognoso, un’agonia lunghissima e senza senso, che ha mortificato la storia di questo club. Nel 2014 il club, grazie specialmente alle magie di Cassano, è riuscito a volare in Europa League, salvo poi non andarci per problemi finanziari.

Erano i primi scricchiolii, il sentore di quello che stava avvenendo: una stagione disastrosa, la 2014/2015, per colpa di personaggi che mi guardo bene dal menzionarli e dal far loro pubblicità. Il Parma fallisce e va dritto in Serie D. Il Parma riparte da Nevio Scala come presidente, Luigi Apolloni come allenatore, Lorenzo Minotti come responsabile dell’area tecnica e Fausto Pizzi responsabile del settore giovanile. In campo Alessandro Lucarelli, su tutti.

Il Parma girovaga per i campetti di periferia del girone D e vince comodamente il torneo, risultando l’unica squadra, dalla A alla D, a non aver mai perso. Anche in Lega Pro, la stagione successiva, il Parma riesce ad imporsi, ma passando dai playoff. Saranno i gol del bomber Emanuele Calaiò, oltre alla sagacia difensiva di Capitan Lucarelli, a proiettare i ducali nel difficile campionato cadetto. Quella appena conclusa, la stagione 2017/18, vede il Parma lottare sanguinosamente con compagini di livello.

Salire in A non era facile, specie se ti confronti contro realtà come Frosinone, Palermo, Venezia, che hanno tutto per salire nella massima Serie A. Ma i ragazzi di mister Roberto D’Aversa ce l’hanno fatta. I gol di Calaiò e Ceravolo, le giocate di Baraye e Di Gaudio, le scorribande di Ciciretti e Barilla, sono state fondamentali per la risalita parmense, ma è stato, ancora una volta, Alessandro Lucarelli a comandare la difesa. Guarda caso, ma non è un caso, il Parma ha avuto la miglior difesa dell’intero torneo.

Adesso Capitan Alessandro Lucarelli può anche smettere

Con 331 gare e 20 reti, Alessandro Lucarelli può lasciare il Parma e, naturalmente, il calcio giocato. Potrà seguire le vicende della sua squadra del cuore da bordocampo, dopo essere riuscito nell’impresa di riportarlo nel posto dove gli spetta. Potrà seguire i progressi del figlio Matteo, che gioca nell’under 17 del Parma. Può seguire i playoff del fratello Cristiano, allenatore del Catania, cercando di dargli magari qualche consiglio su come si vincono i playoff di Lega Pro.

Può, Alessandro Lucarelli, ribadire all’intero mondo del calcio che certa gente può affondare mille volte un ambiente calcistico importante come quello di Parma, ma sarà naturale poi rivederlo mille e una volta ristabilirsi nell’habitat che gli compete: gli Alessandro Lucarelli esistono per questo.