L’accesso matematico dell’Atalanta alla prossima Europa League ha rilanciato grande entusiasmo in quel di Bergamo, i cui tifosi non assaporavano l’Europa da ben 23 anni, quando partecipò alla Coppa Anglo-Italiana. Qualche stagione prima aveva calcato degnamente i prati della Coppa Uefa, ma fu nella stagione 1987-1988 che a Bergamo si sognò davvero.

L’Atalanta torna in Europa dopo 23 anni

Bisogna però fare un passo indietro. La stagione prima l’Atalanta di Mondonico fu retrocessa in Serie B. Tuttavia la Dea raggiunse la finale di Coppa Italia, la cui vincente avrebbe avuto accesso alla compianta Coppa delle Coppe. Si giocava contro il Napoli di Maradona, che, prevedibilmente, fecero di un sol boccone dei nerazzurri. Poco male: il Napoli era già qualificato in Coppa dei Campioni, l’accesso alla Coppa delle Coppe è tutto per l’Atalanta.

Era l’Atalanta di Garlini, Cantarutti, Piotti e Bonacina. Obiettivo della stagione: risalire in Serie A. E come intermezzo ci sarebbero state alcune gite fuori porta. Ma Mondonico non la pensò affatto così. L’Atalanta, con delle gare che entusiasmarono tutta Italia, riuscì ad eliminare i gallesi del Merthyr Tydfil e i greci dell’OFI Creta. I nerazzurri, però, riuscirono ad eliminare anche avversari ben più quotati come lo Sporting Lisbona.

Atalanta ad un passo dalla Coppa delle Coppe

Atalanta, Coppa delle Coppe
Tutta Italia pazza di quell’Atalanta

La semifinale conquistata contro i belgi del Mechelen lasciò più di una speranza. Era una squadra discreta, che in patria non era certo ai livelli di Anderlecht e Club Bruges. In porta c’era un totem del calcio belga come il portiere Preud’Homme. Ma l’Atalanta di Mondonico era molto lanciata, e forse l’entusiasmo giocò brutti scherzi. I belgi, complice un gioco catenacciaro collegato al contropiede, vinsero entrambe le gare, e poi si laurearono campioni contro l’Ajax. L’eliminazione dell’Atalanta fu un dispiacere non solo per i tifosi bergamaschi, ma per quelli di tutta Italia, poiché l’Atalanta era l’unica squadra rimasta a rappresentare l’Italia in Europa. Nonostante giocasse in Serie B la domenica contro squadre come Barletta e Sambenedettese, e di giovedì contro lo Sporting Lisbona in Coppa. Alla fine i nerazzurri arrivarono quarta e riuscì a salire in Serie A.

L’entusiasmo che regalò quella squadra è lo stesso che il generico tifoso italiano puo’ provare oggi. La Dea è stata una delle rare sorprese di questa Serie A, praticando un calcio bello a vedersi e solido. Ha proposto interpreti di sicuro avvenire come Kessie, Conti, Spinazzola, Petagna, Caldara, oltre al già partito Gagliardini. Spero solo che Percassi non smantelli questa squadra, al fine di poter onorare degnamente questa partecipazione all’Europa League. Anche perchè al 99% non dovrebbe parteciparvi il Mechelen.

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