Gianluigi Buffon, Gigi Buffon

Quello che i portieri (e non solo) dissero su Buffon

"Ho avuto l'onore di premiare Gigi Buffon. Mi sono sentito un privilegiato per poter onorare uno dei più grandi portieri della sua generazione. I portieri sono spesso i giocatori la cui carriera dura più a lungo. Siamo gli ultimi bastioni e diamo la possibilità alle nostre squadre di uscire vincitrici dai grandi duelli. Il fatto che tu giochi ancora in uno dei più grandi club d'Europa ti rende una leggenda, nel nostro magnifico sport. [Peter Schmeichel]

"Buffon è il più forte del mondo, è il Messi dei portieri." [Christian Abbiati]

"Buffon pareva vecchio, da buttare: così dicevano. Io dico che Buffon è su un altro pianeta, uno così nasce ogni quarant'anni. Conta la forza, la continuità. E lui regge da più di 15 stagioni." [Emiliano Viviano]

"Meriterebbe il Pallone d'Oro. È un punto di riferimento per me ma anche per i portieri della mia generazione. Quando ho cominciato a giocare sognavo di diventare come lui…" [Iker Casillas]

“È incredibile come alla sua età sia ancora al top. Per presenza, per come sprona la squadra, si vede come tutti lo ascoltano. È una guida per i giovani. Uno come lui potrebbe giocare fino a 50 anni…” [Manuel Neuer]

"Gigi è un Maradona. Uno come lui nasce ogni cinquant'anni. Però ha rovinato una generazione di portieri, perché di Maradona ce n'è uno e gli altri al suo confronto sembrano tutti normali…" [Antonio Mirante]

GLi apprezzamenti per Buffon non arrivano solo dai colleghi di reparto

"Torino, Juve - Roma 2-2 nel 2003. Tentai il cucchiaio e quel fenomeno di Gigi Buffon me lo prese…" [Francesco Totti]

"Buffon e Zoff non sono paragonabili, sarebbe come paragonare le Ferrari di tanti anni fa con quelle di oggi. Dino è un monumento, ma Buffon ha qualcosa in più. Fra tutti l'attuale portiere bianconero è il più forte, sommando qualità atletiche e muscolari, longevità, modo di comandare la difesa». " [Giovanni Trapattoni]

"Una vera e propria leggenda. Se chiedi a un qualsiasi bambino di disegnare la formazione ideale, il numero uno sarà sempre lui…" [Ivan Rakitić].


Campioni d'inverno, Batistuta

La storia dei campioni d'inverno della Serie A

Essere campioni d'inverno è una di quelle cose che non viene mai considerata come un dato di valore. Sia perchè il girone di ritorno può sempre ribaltare ogni posizione, sia perchè quando eravamo piccoli non capivamo se il titolo di campioni d'inverno venisse assegnato dopo la gara prenatalizia oppure a fine girone d'andata. Per molti, invece ha un valore non da poco: si dice spesso che chi vince il titolo di campione d'inverno si ritroverà con lo scudetto cucito sul petto a fine stagione. Ma la storia dei campioni d'inverno cosa dice?

Tutti i campioni d'inverno della Serie A

La squadra che ha più titolo di campione d'inverno è la Juventus, con ben 30 stagioni in cui si è trovata in testa alla fine del girone d'andata. Inseguono le milanesi, Milan ed Inter, entrambe a 17. Decisamente più staccate le inseguitrici. La Roma si ferma a 6 titoli, mentre a quota cinque troviamo Napoli, Bologna e Fiorentina. A quota 3 troviamo il Torino, mentre Lazio e Cagliari sono state due volte campioni d'inverno. Con un solo girone d'andata vinto troviamo le sorprendenti Verona, Livorno e Liguria. Quest'ultima riuscì nella stagione 1938/39 ad essere campione d'inverno a pari punto con i felsinei del Bologna.

Furono Juventus ed Inter ad aver finto più titoli di campioni d'inverno consecutivamente. I bianconeri ci riuscirono nei quadrienni 1975-78 e 2012-2015, mentre i nerazzurri ci riuscirono nell'epoca post Calciopoli, a cavallo degli anni 2007 e 2010. Milan e Bologna ci riuscirono tre volte, mentre desta scalpore che il Cagliari, che vinse solo due volte il titolo di campione d'inverno, si fregiò di tale titolo due volte nel giro di due soli anni: 1969 e 1970.

Quando essere campioni d'inverno non bastò per lo scudetto

Vi furono diversi casi in cui il vincitore del girone d'andata non riuscì poi a confermarsi a fine torneo. Addirittura nel 1935/36 fu la Juventus a vincere il titolo d'inverno, per poi finire addirittura 5°, vedendo poi il Bologna laurearsi campione d'Italia. Fu l'unico caso in cui la vincente del girone d'andata non finì la stagione sul podio. Il 67% delle volte in cui una squadra vinse il titolo temporaneo, poi vinse anche lo Scudetto.

Diversi i casi in cui i duelli furono combattutissimi. Basti pensare al 1980/81, quando Juventus e Roma duellarono per tutta la stagione per poi vedere la Juventus vincere di un punto, grazie anche al famoso gol di Turone annullato alla Roma nello scontro diretto contro i bianconeri. Oppure basterà ricordare il 2015/16 quando il Napoli, campione d'inverno, non riuscì a contenere la rimonta della Juventus, culminata nello scontro diretto a Torino, deciso da un gol di Zaza a 5 minuti dal termine.

Come vedete, essere campioni d'inverno può voler significare tutto, può voler significare niente. Dipende solo se si crede alla cabala o meno.


Emiliano Sala

Bisogna continuare a parlare di Emiliano Sala

Scelgo Emiliano Sala. Esatto, scelgo proprio lui per tornare a popolare il mio blog, rimasto offline per 5 mesi per problemi tecnici. Non mi va di parlare delle follie del calciomercato invernali, di come Higuain e Perisic stiano abituando tutti più coi mal di pancia che con i gol. Non mi va di parlare di un campionato finito, e credo mai iniziato. Mi piace, in linea con il registro del mio blog, parlare di calcio e sentimenti, di storie in cui il pallone non è l'unica cosa che conta. A quasi 10 giorni dalla sua scomparsa, non si può smettere di parlare di Emiliano Sala. Cosa che sta già avvenendo.

Chi è Emiliano Sala?

Ogni tanto, specie nel periodo in cui Claudio Ranieri allenava i francesi del Nantes, andavo su Livescore per vedere i risultati dei gialloverdi. E spesso spiccava questo nome tra i marcatori: Emiliano Sala.  Nome palesemente italiano, eppure mai sentito. Non proseguo con le ricerche, ma con lo stalkerizzare le gare del Nantes, quelle si. E c'era sempre quel nome, Emiliano Sala.

Classe '90, Sala è un centravanti possente, ma tuttavia agile, che sa far salire la squadra e al contempo essere un rapace d'area di rigore. Prima dell'exploit di Nantes non aveva avuto grandissime occasioni. Ha giocato solo in Francia e solo col Bordeaux ad alti livelli, senza tuttavia emergere. Furono le annate nelle serie minori, con l'Orleans e con il Niort, a far destare l'attenzione di tutti su questo ragazzo. Nel 2016 viene ingaggiato dal Nantes, dove diventa un idolo per i successivi due anni e mezzo. Facile diventarlo quando fai più di 40 gol in 120 gare in una squadra non certo di vertice.

Emiliano Sala sul taccuino di Roberto Mancini

Mi inizio a chiedere, visto che Mancini stava iniziando a testare i vari Lasagna e Grifo, perchè non si dava una chances a questo bomber. Mi basta poco, qualche ricerca superficiale, per capire che Emiliano Sala è argentino, di Santa Fe, proprio come Gabriel Omar Batistuta, suo idolo fra l'altro. I suoi nonni, loro si, erano italiani, partiti mezzo secolo fa alla volta del continente sudamericano. Trovare spazio nell'attacco argentino, inoltre a 28 anni, con i vari Messi, Dybala, Icardi, Higuain, Aguero non è roba semplice. E non è un caso poi scoprire, subito dopo, che Mancini stava davvero seguendo questo lungagnone di 1,87m.

D'altronde l'Italia continuava e continua ad avere il problema del gol con Immobile e Belotti che sembrano involversi quando indossano l'azzurro, con Lasagna e Zaza che non brillano neanche in campionato, e, infine, con Mario Balotelli che è appena passato al Marsiglia. L'ex centravanti di Milan ed Inter ha sofferto molto al Nizza in questa prima parte di stagione, a differenza di Emiliano Sala che, grazie a 13 gol in 21 gare, è riuscito a strappare un contratto in Premier League. Il Cardiff City lo aspetta.

La sparizione di Emiliano Sala

Il Cardiff, terzultimo in Premier League ha bisogno di un bomber di razza per non retrocedere. Non ci pensa due volte a sborsare 15 milioni di sterline per assicurarsi i gol di Emiliano Sala. Il tecnico dei gallesi, Neil Warnock, lo invita ad assistere alla gara contro il Newcastle, ma Emiliano preferisce rimandare, perchè voleva prima salutare gli amici di Nantes e sbrigare le ultime cose, rimandando di fatto la partenza. Partenza che avviene il 21 gennaio, con condizioni climatiche non molto favorevoli, mediante il velivolo Piper PA-46 Malibu, dalla capienza di 6 posti in tutto. La tratta era diretta, Nantes-Cardiff. A bordo il pilota David Ibbotson. Passeggeri uno, Emiliano Sala.

Alle 19,15 del 21 gennaio si alza in volo il velivolo, ma solo un'ora dopo circa, il contatto con la torre di controllo viene smarrito. In quel momento il velivolo era a circa 13 km a nord ovest di Alderney, nelle Isole del Canale. Quindi in piena Manica. Solo 6 ore dopo inizieranno le ricerche di salvataggio in quanto le proibitive condizioni climatiche le avrebbero rese impossibili fino a quel momento. Le autorità francesi ed inglesi hanno spiegato le loro forze nelle ricerche.

Pur ritrovando alcuni oggetti in acqua, non vi è mai stata la conferma che essi appartenessero all'aereo. Le ricerche continuano fino al 24 gennaio, quando la polizia twittò che le ricerche erano sospese fino a sostanziali aggiornamenti. D'altronde era già stato annunciato che le speranze di trovare dei sopravvissuti erano nulle. È quasi stucchevole poi venire a sapere che il pilota del mezzo, David Ibbotson, non era autorizzato a pilotare a pagamento un aereo con passeggeri. Nel frattempo il Cardiff City si smarca da ipotetiche accuse, affermando che la società era estranea all'organizzazione del volo.

Nel frattempo fa venire i brividi, oltre che a far pensare al peggio, l'ultimo messaggio che l'attaccante ex Nantes, ha inviato ad un amico, poco prima che ogni segnale si perdesse:

"Sono qui sull'aereo che sembra che sia sul punto di cadere a pezzi e sto andando a Cardiff". Se entro un'ora e mezza non avete mie notizie, non so se manderanno qualcuno a cercarmi perché non mi troveranno ma... sai… che paura che ho".

Le reazioni alla tragedia di Emiliano Sala

Se all'inizio le speranze di tutti erano riposte nell'ipotizzare Sala e Ibbotson in un altro aeroporto, senza la possibilità di poter avvisare o mandare dei segnali radar, ben presto si farà largo il trauma che questa vicenda ha generato. Messaggi di cordoglio travestiti da speranza vengono emessi da chiunque. Kantè, ex compagno di Emiliano Sala ai tempi del Caen, ha dato piena disponibilità di donare dei fondi per continuare le ricerche, così come la stessa cosa è partita anche dai tifosi del Nantes, mediante una colletta.

Il Cardiff, in tutto questo, è rimasto molto scosso. Significative, in tal direzione le parole del tecnico dei gallesi:

"È stata una settimana traumatica, la più difficile della mia carriera. Pensi 24 ore al giorno a quello che dovresti fare e non riesci a dormire. In 40 anni di carriera non ho mai vissuto momenti così. Quando ho visto Emiliano con la nostra maglia, ho pensato subito che era un giocatore ideale per noi, che avrebbe segnato tanti gol. Abbiamo parlato per un mese e mezzo, so quanto volesse giocare con noi. In un mondo ideale non credo vorrei ci fosse una partita. Non vorrei allenare, almeno per come mi sento ora. Il calcio è importante, ma credo che tragedie del genere cambino molto la prospettiva di come si vive".

Il drammatico silenzio dopo 10 giorni

Come avete notato non ho mai voluto parlare di Emiliano Sala usando l'imperfetto, o comunque il passato. Continuare a parlarne, e parlarne al presente, è l'unica speranza rimasta. Il silenzio, quello si che uccide. Mentre il mondo, pian piano, si abitua, ahinoi, a questa storia, il peso di questa tragedia rimane ai suoi familiari, a chi lo ha conosciuto ed amato. Per questo i giorni a venire saranno sempre i peggiori, finchè non arriverà magari una notizia.

Nel frattempo, il 23 gennaio, è stato avviato un'iter per un'inchiesta sull'incidente dalla Sezione investigativa sugli incidenti aeree. Intanto, come ha ben detto Neil Warnock, la prospettiva di come si vive sta cambiando per molti. Non è per niente facile abituarsi all'idea che un bomber come Emiliano Sala voli in alto, come fosse un colpo di testa, senza poter tornare a terra ad esultare, come fosse per l'ennesimo gol.


Inter

Inter: le ultime novità più interessanti a seguito della fine del campionato

Il 20 maggio 2018 l'Inter ha vinto la partita contro la Lazio, allo Stadio Olimpio, per 3 a 2, ed ha chiuso il campionato al quarto posto in classifica. Ma quali sono le ultime novità della squadra? Scopriamole in questo breve riassunto.

Cosa faranno i giocatori? In una squadra di calcio ci sono sempre dei giocatori che se ne vanno o che entrano nella squadra, periodicamente, e girano sempre delle indiscrezioni.

Tra le nuove news riguardanti la squadra dell'Inter, c'è n'è una che smentisce l'entrata del portiere ucraino Zorya Andriy Lunin. E' stato proprio il giovane giocatore a contraddire quelle voci, secondo lei quali avrebbe anche rifiutato un contratto con la Juventus per l'Inter.

Uno dei giocatori, invece, che uscirà dalla squadra neroazzurra è il difensore brasiliano Dalbert Henrique, anche se potrebbe volerci ancora del tempo. Un altro giocatore che potrebbe uscire è il centrocampista e difensore portoghese Joao Cancelo.

Nella sede mercato, l'Inter sta valutando due possibilità, e una di queste è di scegliere Nico Elvedi, difensore centrale svizzero del Borussia Monchengladbach, che è stato convocato per il campionato Europeo in Francia, nel 2016. L'altra opzione riguarda un altro difensore, il tedesco Benjamin Henrichs del Bayer Leverkusen. Entrambi i giocatori sono quotati sui dodici o quindici milioni.

In dubbio è anche la permanenza dell'argentino Mauro Icardi, attaccante della squadra. A quanto ha dichiarato l'allenatore dell'Inter, Luciano Spalletti, Icardi sembra voler rimanere con l'Inter, ma i passaggi da una società all'altra possono verificarsi da un giorno all'altro.

L'allenatore dell'Inter sembra volere in squadra il centrocampista Federico Chiesa, che attualmente gioca con la Fiorentina, ma è sempre una scelta ancora in bilico.

Per maggiori informazioni qui trovate il link al sito web ufficiale, dove potete trovare le ultime novità di calciomercato, la rosa aggiornata e tutte gli approfondimenti su mercato e settore giovanile.

Novità sugli Under 17. Le ultime novità non riguardano solo i giocatori adulti dell'Inter, ma anche gli Under 17. Per la squadra di questi ultimi, la stagione si è chiusa posizionandosi al secondo posto, dopo l'Atlanta. Nell'ultima partita, i giovani neroazzurri hanno affrontato la squadra giovanile della Juvenuts, perdendo 2 a 4. Gli Under 15, invece, hanno pareggiato nell'ultima partita con il Genoa, 2 a 2.

Forse, ad essersi divertiti di più sono stati i duecento bambini delle Scuole Calcio Inter, che il 27 maggio 2018 hanno concluso la stagione con una festa al Centro Sportivo Suning, al quale erano presenti non solo gli allenatori della sezione giovanile della squadra, ma anche il centrocampista Borja Valero.

“Giocare aiuta a guarire meglio”. Una parte dell'articolo non poteva non essere dedicata a un'iniziativa che fa parte del progetto Inter Campus Italia, ovvero “Giocare aiuta a guarire meglio”, dedicato al recupero psicofisico dei bambini e durata una settimana dell'aprile 2018, in collaborazione con l'Ospedale di Monza ed il Comitato Maria Letizia Verga.

I bambini che fanno parte del progetto sono stati ospiti, con i loro genitori, una giornata al Centro Sportivo Suning, dove hanno potuto conoscere ex calciatore argentino Javier Zanetti, che è stato difensore e centrocampista della squadra neroazzurra, assistendo anche a un allenamento della squadra, ricevendo delle camicie in regalo e abbracciando Lele Adani (ex calciatore che ha giocato con l'Inter dal 2002 al 2004), alla fine.


Tifoserie Argentine, Argentina, Barras

Cosa c'è dietro le tifoserie argentine?

A volte, quando diciamo che la violenza nel calcio italiano è un fenomeno troppo grande e pesante, ignoriamo quello che accade nel calcio argentino. È chiaro che non si tratta di sminuire le violenze minori (sempre violenze sono, e tali sono da condannare), ma il quadro delle tifoserie argentine è parecchio oscuro. Non si tratta di semplici tifoserie poco mansuete, o di ultras di stampo violento. Qui abbiamo di fronte il fenomeno delle barras bravas, autentiche organizzazioni che influenzano pesantemente il calcio in Argentina.

Che cosa sono le barras bravas?

Le barras bravas sono delle bande formate da un gruppo molto eterogeneo: non ci sono restrizioni legate ad età o alla classe sociale a cui si appartiene. Essi sono tutti legati da un comune denominatore: l'appartanenza al barrio, ovvero al quartiere di provenienza, il quale non solo va difeso, ma va anche reso, agli occhi dei rivali, il più potente possibile. Le partite sono solo un'occasione, il calcio un mero pretesto, per prendere di mira i tifosi avversari, appartenenti ad altri quartiere. Ecco perchè spesso i derby sono i match più infuocati in Argentina.

I leader di queste band sono tutti rispettati in maniera enorme nella società argentina. Sempre più ragazzi vorrebbero impersonare questo ruolo da grande, vista la celebrità che ne ricevono. Questo avviene anche per via della connivenza tra queste tifoserie argentine e le istituzioni. Esse lasciano impunite queste bande, dentro e fuori dallo stadio, visto il palese grado di corruzione in Argentina. Ma perchè la politica appoggia queste bande? Perché queste bande possono essere utili quando devono reprimere i dissensi manifestati in piazza dai sindacati, oltre che per un mero tornaconto elettorale. Il più classico degli scambi di favore.

Cosa possono fare queste tifoserie argentine?

Mi verrebbe da rispondere: tutto. Alcuni si permettono di fare anche da bodyguard ai calciatori, oltre ad usare lo stadio come se fosse una proprietà personale, sfruttandone i servizi o accedendo alla sala trofei come se fosse normale. Le curve sono diventate autentiche zone franche, in cui queste bande esercitano spaccio di droga, estorsione, bagarinaggio e il business dei parcheggi, oltre all'immancabile incarico di occuparsi del cibo e delle bevande.

Essendo spesso soci delle società, essi interferiscono, oltrepassando tuttavia i limiti, nelle scelte del club. Ecco vederli intervenire sul calciomercato della squadra, favorendo acquisti o cessioni (vedi Gonzalo Higuain al Real Madrid) con un sole fine, che non è quello del rafforzare la squadra. Lo scopo delle barras bravas è solo quello di sfare soldi. punto e basta. Chi si mette in mezzo ne può pagare le conseguenze. Basta chiedere al presidente dell'Independiente, Javier Cantero, che voleva liberarsi di questa parte della tifoseria, che rischiò tantissimo per la sua vita. Oppure chiedere a Juan Ignacio Mercier, giocatore del San Lorenzo che venne colpito alla nuca mentre si stava dirigendo verso la propria auto. Quale era la sua colpa? Rifiutarsi di consegnare al capo della barra la sua maglietta.

Nascita ed evoluzione delle barras bravas

nacquero negli anni 50 e il loro scopo non aveva uno stampo violento: era davvero nato tutto con l'idea di supportare la propria squadra. Così si creò un pacifico connubio col club che agevolava le loro tifoserie argentine con biglietti e permessi concessi. Col tempo la situazione si evolse, fino ad arrivare a registrare oltre 40 vittime negli ultimi 4 anni, su un totale di 322 morti nel calcio argentino da quando vi sono i campionati.

Sostanzialmente il 1967 è considerato l'anno in cui queste bande criminali sit rasformarono, complice anche le difficili situazioni politiche che si sono susseguite, specie negli anni 70. Il livello di tensione era così alto che in occasione della Coppa del Mondo del 1978, giocata proprio in Argentina, il governo fu costretto a fare un accordo con queste tifoserie affinché non creassero disordini. In cambio soldi e biglietti gratuiti. Stesso accordo ripetuto nei Mondiali del 1982 e del 1994, aprendo così le porte al bagarinaggio da parte delle bande.

È praticamente impossibile depotenziare questo fenomeno, visto come si sono radicati i rapporti anche ai massimi vertici. Basti pensare alle ombre su Julio Grondona, considerato il Padrino del Calcio argentino, con le sue nove presidenze in Federazione. Nel suo mandato ultradecennale morirono 183 persone. Grondona, inoltre, permise ad alcuni tifosi di salire sullo stesso aereo che portò l'Argentina in Sudafrica per i Mondiali del 2010, nonostante fossero strapieni di carichi pendenti nei confronti dela giustizia.

Come debellare le barras bravas?

Non è facile bloccare un'organizzazione che si nutre da oltre 60 anni di una mentalità unidirezionale. Come fai a dire che da oggi certe cose non sono più permesse, a gente che è nata facendo solo in un modo? Ci stanno provando, tra esibizioni di documenti prima degli ingressi, alla limitazioni di trasferte, ma la privazione non è sempre l'arma migliore per sconfiggere un problema. Si pensò anche al chip sottocutaneo da impiantare nei tifosi, denominato Ticket Pasiòn, arrivando anche alla sperimentazione. Ma la troppa invasività del sistema ha bloccato tutto.

Far parte di una barra è qualcosa che esula il contesto sportivo. È l'appartenenza a qualcosa di così fanatico che porta a seguire, fin troppo, alla lettera questa scelta di vita. Ma negli anni questo fenomeno è diventato troppo pesante da sopportare, com'è sfiancante concepire come normale l'idea di morire dentro ad un campo di calcio.


Neymar, Roberto Firmino, Brasile

Russia 2018, la Nazionale del Brasile in dieci punti

La Nazionale verdeoro è da sempre tra le favorite per la vittoria finale, da quando almeno la coppa del Mondo si chiamava Coppa Rimet. La Nazionale di Tite si presenta ai nastri di partenza come la favorita assoluta di questo Mondiale. D'altronde la rosa è di assoluto livello, ed è davvero difficile individuare dei punti deboli. Il Brasile si trova nel girone E con Svizzera, Costa Rica e Serbia.

Convocati e quotazioni della Nazionale del Brasile

Allenatore: Tite

Convocati:

  • Portieri: Alisson (Roma), Ederson (Manchester City), Cassio (Corinthians).
  • Difensori: Danilo (Manchester City), Fagner (Corinthians), Marcelo (Real Madrid), Filipe Luis (Atlético Madrid), Thiago Silva (PSG), Marquinhos (PSG), Miranda, Pedro Geromel (Gremio).
  • Centrocampisti: Casemiro (Real Madrid), Fernandinho (Manchester City), Paulinho (Barcellona), Fred (Shakhtar Donetsk), Renato Augusto (Beijing Guoan), Philippe Coutinho (Barcellona), Willian (Chelsea), Douglas Costa (Juventus).
  • Attaccanti: Neymar (PSG), Taison (Shakhtar Donetsk), Gabriel Jesus (Manchester City), Roberto Firmino (Liverpool).

Capitano: a rotazione

Calciatore più giovane: Gabriel Jesus (21 anni)

Calciatore più anziano:  Miranda (33 anni)

Calciatore più quotato: Neymar (180 mln di euro)

Valore complessivo rosa: 981 mln di euro

Ranking FIFA: 2° posizione

Storico ed obiettivo

Partecipazioni ai Mondiali del Brasile: 20 (1930, 1934, 1938, 1950, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006, 2010, 2014)

Miglior piazzamento: campione (1958, 1962, 1970, 1994, 2002)

Obiettivo: se ti chiami Brasile devi vincere. Non ci sono altre discussioni. Fra l'altro è una squadra senza evidenti punti deboli, e arriva a Russia 2018 con un parco attaccanti pari all'Argentina, che però dietro non ha gli uomini a cui può far affidamento Tite.

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Russia 2018, Mondiale

Come scommettere sul Mondiale 2018?

I campioni sono finiti, ma il calcio non si prenderà pause in questa estate 2018. Arriva il Mondiale, è la volta di Russia 2018. Il Paese russo non ha mai ospitato una rassegna iridata e c'è grandissima attesa in tal senso. È un Mondiale molto "ampio", nel senso che si arriverà a toccare mete davvero lontane fra loro, finendo, con la finale del 15 luglio, a Mosca, allo Stadio Luzhniki.

Chi sarà a spuntarla è davvero difficile ipotizzarlo, specie se si tiene conto che mai come questa volta, arrivano autentiche corazzate come Brasile, Germania, Francia e Spagna, con, apparentemente, alcun punto debole. A questo lotto di squadre va anche inquadrata l'Argentina, stellare in avanti, un po' meno dietro, e che spesso si perde sul più bello.

Le quote sul Mondiale

Il Mondiale rappresenta un'occasione incredibile per tantissimi aspetti: noi dell'Italia, che ce ne staremo in disparte, lo sappiamo bene. Lavoreranno meno i locali, guadagneranno di meno le tv e, probabilmente, anche i bookmakers registreranno un calo visto che molti accoppiavano il sentimento azzurro, con la speranza di racimolare qualche soldo, azzeccando una scommessa vincente. Però, non bisogna troppo fossilizzarsi, il Mondiale si giocherà comunque e le occasioni per divertirsi ci sono comunque. Ad esempio siti come Siti Scommesse 24 lavorano comunque, anzi anche in modo più eccellente, sul come consigliare e far orientare le persone, magari meno esperte, nel mondo dei bookmakers.

Questo portale da infatti una serie di news, suggerimenti e consigli su come giostrarsi nel mondo del betting, favorendone la comprensione a chi magari è un novizio. Ecco perchè vi sono diverse recensioni di bookmakers, al fine di poter scegliere quello che maggiormente si addice al proprio modo di giocare.

Una volta scelto un bookmaker, c'è una scelta infinita di combinazioni e quote da giocare. Oltre che alle singole gare da poter giocare live, si potrà puntare su diversi tipi di giocate. Ad esempio si può scommettere su quale nazionale si pensi arriverà in fondo, o su chi passerà il turno, fino a scommettere anche sulle prestazioni dei singoli giocatori, puntando, ad esempio, su chi sarà il capocannoniere del torneo e chi magari ha sfornato il maggior numero di assist vincenti ai compagni.

Nessuna iscrizione da pagare e un bonus da ricevere

I vari bookmakers privilegiano il rapporto con i clienti incentivando la loro iscrizioni con bonus che vengono assegnati ai nuovi iscritti. Alcuni bookmakers attribuiscono corposi bonus al fine da incoraggiare una puntata. Chiaramente questa è una buona idea per chi non è solito giocare e scommettere, e vuole farlo per la kermesse iridata di Russia 2018. Ecco quindi spiegato come scommettere sul calcio.


Islanda, Mondiali, Russia 2018

Russia 2018, la Nazionale dell'Islanda in dieci punti

È una della nazionali più attese. Insieme a Panama è la debuttante di questo Mondiale. Parliamo dell'Islanda che ha fatto sognare non solo i suoi tifosi, ma anche quelli di tutta EUropa due anni fa, in Francia, per Euro 2016. L'Islanda sarà un terribile cenerentola, lo sanno bene Argentina, Croazia e Nigeria che formano, insieme ai Strákarnir okkar (soprannome degli islandesi), il girone D.

Convocati e quotazioni della Nazionale dell'Islanda

Allenatore: Heimir Hallgrímsson

Convocati:

  • Portieri - Halldorsson (Randers), Runarsson (Nordsjælland), Schram (Roskilde).
  • Difensori - Arnason (Aberdeen), Skulason (Lokeren), Saevarsson (Valur), Ingason (Rostov), Magnusson (Bristol City), Eyjolfsson (Levski Sofia), R. Sigurdsson (Rostov), Fridjonsson (Valerenga).
  • Centrocampisti - Gudmundsson (Burnley), Bjarnason (Aston Villa), Traustason (Malmoe), Hallfredsson (Udinese), Sigurdsson (Everton), O.Skulason (Karabükspor), Gislason (Sandhausen), Gunnarson (Cardiff).
  • Attaccanti - Finnbogason (Augusta), Sigurdarson (Rostov), Bodvarsson (Reading), Gudmundsson (Burnley).

Capitano: Gunnarson (77 presenze)

Calciatore più giovane: Gudmundsson (20 anni)

Calciatore più anziano:  Arnason (35 anni)

Calciatore più quotato: Sigurdsson (30 mln di euro)

Valore complessivo rosa: 76,05 mln di euro

Ranking FIFA: 22° posizione

Storico ed obiettivo

Partecipazioni ai Mondiali dell'Islanda: esordiente

Miglior piazzamento: -

Obiettivo: si pensa sempre che una squadra che faccia il suo esordio nella fase finale di una Coppa del Mondo abbia già vinto il suo Mondiale. Benché l'Islanda sia in un girone di ferro, siamo convinti che la tenacia della squadra di Hallgrímsson saprà farsi valere. Difficile ripetere l'exploit di Euro 2016, però l'Islanda deve e può provare ad accarezzare l'idea di arrivare ai quarti. Messi e Modric permettendo.

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Nigeria

Russia 2018, la Nazionale della Nigeria in dieci punti

La Nigeria non è più quella dei tempi d'oro, che conquisto l'oro di Atlanta, grazie ai vari Kanu, Babngida e così via. Però la nazionale africana rappresenta spesso un'ostacolo duro da affrontare per via della sua fisicità Lo sanno bene le altre squadre del girone D con cui la Nigeria giocherà, ovvero Argentina, Croazia ed Islanda.

Convocati e quotazioni della Nazionale della Nigeria

Allenatore: Gernot Rohr

Convocati:

  • Portieri: Ikechukwu Ezenwa (Enyimba FC); Francis Uzoho (Deportivo La Coruna); Daniel Akpeyi (Chippa United).
  • Difensori: Abdullahi Shehu (Bursaspor FC); Tyronne Ebuehi (Ado Den Haag); Elderson Echiejile (Cercle Brugge KSV); Brian Idowu (Amkar Perm); Chidozie Awaziem (Nantes FC); William Ekong (Bursaspor FC); Leon Balogun (FSV Mainz 05); Kenneth Omeruo (Kasimpasa FC).
  • Centrocampisti: Mikel John Obi (Tianjin Teda); Ogenyi Onazi (Trabzonspor FC); Wilfred Ndidi (Leicester City); Oghenekaro Etebo (UD Las Palmas); John Ogu (Hapoel Be’er Sheva); Joel Obi (Torino FC).
  • Attaccanti: Ahmed Musa (CSKA Moscow); Kelechi Iheanacho (Leicester City); Victor Moses (Chelsea FC); Odion Ighalo (Changchun Yatai); Alex Iwobi (Arsenal FC); Nwankwo Simeon (Crotone FC)

Capitano: Obi (83 presenze)

Calciatore più giovane: Uzoho (19 anni)

Calciatore più anziano:  Akpeyi (31 anni)

Calciatore più quotato: Ndidi (25 mln di euro)

Valore complessivo rosa: 134.75 mln di euro

Ranking FIFA: 41° posizione

Storico ed obiettivo

Partecipazioni ai Mondiali della Croazia: 5 (1994, 1998, 2002, 2010, 2014)

Miglior piazzamento: ottavi di finale (1994, 1998, 2014)

Obiettivo: non penso di dire un'eresia se considero il girone D come il girone di ferro di questo Mondiale di Russia 2018. Lo sanno bene le Super Aquile nigeriane, a cui si chiede di provarci quantomeno ad eguagliare il risultato migliore ottenuto sinora ad un mondiale, ovvero gli ottavi di finale.

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Luka Modric, Croazia

Russia 2018, la Nazionale della Croazia in dieci punti

La Nazionale croata arriva alla rassegna mondiale con una rosa di altissimo livello e che sembra aver raggiunto anche una certa maturità, pronta a fare da contraltare alla sbarazzina gioventù presente in dose massiccia. I successi di Rakitic e Modric catapultano la Croazia a svolgere un ruolo importante, risultando, insieme magari al Belgio, la migliore outsider. Nel girone D sfideranno Argentina, Nigeria ed Islanda.

Convocati e quotazioni della Nazionale della Croazia

Allenatore: Zlakto Dalic

Convocati:

  • Portieri: Danijel Subasic (Monaco), Lovre Kalinic (Gent), Dominik Livakovic (Dinamo Zagabria)
  • Difensori: Vedran Corluka (Lokomotiv Mosca), Domagoj Vida (Besiktas), Ivan Strinic (Sampdoria), Dejan Lovren (Liverpool), Sime Vrsaljko (Atlético Madrid), Josip Pivaric (Dinamo Kiev), Tin Jedvaj (Bayer Leverkusen), Duje Caleta-Car (RB Salisburgo)
  • Centrocampisti: Luka Modric (Real Madrid), Ivan Rakitic (Barcellona), Mateo Kovacic (Real Madrid), Milan Badelj (Fiorentina), Marcelo Brozovic (Inter), Filip Bradaric (Rijeka)
  • Attaccanti: Mario Mandzukic (Juventus), Ivan Perisic (Inter), Nikola Kalinic (Milan), Andrej Kramaric (Hoffenheim), Marko Pjaca (Schalke 04), Ante Rebic (Eintracht Francoforte)

Capitano: Modric (105 presenze)

Calciatore più giovane: Caleta-Car (21 anni)

Calciatore più anziano:  Subasic (33 anni)

Calciatore più quotato: Rakitic (50 mln di euro)

Valore complessivo rosa: 354,50 mln di euro

Ranking FIFA: 15° posizione

Storico ed obiettivo

Partecipazioni ai Mondiali della Croazia: 4 (1998, 2002, 2006, 2014)

Miglior piazzamento: 3° posto (1998)

Obiettivo: pensare che la Croazia possa vincere il Mondiale è un attimo azzardato. È una gran bella squadra, ma ci sono diverse squadre maggiormente attrezzate per la vittoria finale. Ma sappiamo anche che la vittoria di un torneo non è la somma dei singoli, quanto la forza di un gruppo. Quindi questa Croazia potrebbe puntare tranquillamente alle semifinali del torneo.

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