Spagna, Mondiali Russia 2018, Andres Iniesta

Russia 2018, la Nazionale della Spagna in dieci punti

La Spagna, nonostante sia una delle favorite per la vittoria finale, non è la testa di serie del girone B, pur rimanendo la favorita. Sfiderà i campioni d'Europa del Portogallo, oltre a Marocco ed Iran. La nazionale di Lopetegui ha superato brillantemente le polemiche legate ai calciatori catalani, dove le recenti vicessitudini socio politiche. La Roja è pronta a prendersi la rivincita, dopo un Mondiale orribile vissuto 4 anni anni fa in Brasile.

Convocati e quotazioni della Nazionale della Spagna

Allenatore: Fernando Hierro

Convocati:

  • Portieri: De Gea (Manchester United), Reina (Napoli), Kepa Arrizabalaga (Athletic)

  • Difensori: Sergio Ramos (Real Madrid), Piqué (Barcellona), Alba (Barcellona), Azpilicueta (Chelsea), Carvajal (Real Madrid), Nacho Fernández (Real Madrid), Á.Odriozola (Real Sociedad), Nacho Monreal (Arsenal)

  • Centrocampisti: Iniesta (Barcellona), Koke (Atlético Madrid), Isco (Real Madrid), Thiago Alcántara (Bayern Monaco), Asensio (Real Madrid), Saúl Ñíguez (Atlético Madrid), David Silva (Manchester City), Busquets (Barcellona)

  • Attaccanti: Diego Costa (Atlético Madrid), Iago Aspas (Celta Vigo), Lucas Vázquez (Real Madrid), Rodrigo Moreno (Valencia)

Capitano: Sergio Ramos (155 presenze)

Calciatore più giovane: Odriozola (22 anni)

Calciatore più anziano: Pepe Reina (35 anni)

Calciatore più quotato: Sergio Busquets (80 mln di euro)

Valore complessivo rosa: 1.01 mld di euro

Ranking FIFA: 6° posizione

Storico ed obiettivo

Partecipazioni ai Mondiali della Spagna: 14 (1934, 1950, 1962, 1966, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006, 2010, 2014)

Miglior piazzamento: Campione (2010)

Obiettivo: la rosa degli iberici è spaventosa. Il valore, secondo il portale Transfermarkt, è di oltre un miliardo di euro. Lo stesso sito, fra l'altro, pone, a sorpresa, Busquets come giocatore più costoso. Di sicuro le Furie rosse hanno tutto per bissare il titolo già vinto 8 anni fa. Sarebbe il coronamento per la carriera di Andres Iniesta, all'ultimo mondiale della sua carriera, che gli consentirebbe di poter concorrere per un Pallone d'oro che sarebbe strameritato.

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Portogallo, Mondiali Russia 2018

Russia 2018, la Nazionale del Portogallo in dieci punti

Il Portogallo arriva in Russia con i galloni di campione d'Europa in carica. Sarà un girone molto affascinante visto che si propone il derby iberico con la Spagna. Sullo sfondo Marocco e Iran a completare il girone B, con l'obiettivo di rovinare i piani a Cristiano Ronaldo e compagni.

Convocati e quotazioni della Nazionale del Portogallo

Allenatore: Fernando Santos

Convocati:

  • Portieri: Rui Patricio (Sporting), Beto (Göztepe), A.Lopes (Lione)

  • Difensori: Bruno Alves (Rangers), Pepe (Besiktas), José Fonte (Dalian Yifang), Cédric Soares (England Southampton), R.Guerreiro (Borussia Dortmund), R.Pereira (Porto), Mário Rui (Napoli), Rúben Dias (Benfica)

  • Centrocampisti: João Moutinho (Monaco), William Carvalho (Sporting), João Mário (West Ham United), Bernardo Silva (Manchester City), Adrien Silva (Leicester City), Manuel Fernandes (Lokomotiv Mosca), Bruno Fernandes (Sporting)

  • Attaccanti: Cristiano Ronaldo (Real Madrid), Quaresma (Besiktas), André Silva (Milan), Gelson Martins (Sporting), Guedes (Valencia)

Capitano: Cristiano Ronaldo (149 presenze)

Calciatore più giovane: Guedes (21 anni)

Calciatore più anziano: Bruno Alves (36 anni)

Calciatore più quotato: Cristiano Ronaldo (120 mln di euro)

Valore complessivo rosa: 483,95 mln di euro

Ranking FIFA: 4° posizione

Storico ed obiettivo

Partecipazioni ai Mondiali del Portogallo: 6 (1966, 1986, 2002, 2006, 2010, 2014)

Miglior piazzamento: 3° posto (1966)

Obiettivo: prima dell'Europeo francese nessuno dava il Portogallo come favorito, ma poi sappiamo tutti com'è finita. Quindi adesso definire un vero obiettivo per i lusitani è molto difficile. Di sicuro questa squadra può arrivare anche in semifinale, visto che ricalca quasi tutto il gruppo che vinse l'Europeo, malgrado non ci sarà l'eroe di Parigi, l'attaccante Eder.

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Egitto, Mondiali Russia 2018, Salah

Russia 2018, la Nazionale dell'Egitto in dieci punti

L'Egitto torna a partecipare ad un Mondiale di calcio, dopo 28 anni, quando apparì al mondiale di Italia '90. Il modo rocambolesco in cui si è qualificata la compagine africana ha dell'incredibile, e probabilmente l'Egitto il suo mondiale l'ha già vinto staccando il pass per la Russia. Ma un Mohammed Salah in condizioni straripanti e un generale non proibitivo, con Russia, Uruguay ed Arabia Saudita, permette ai nordafricani di sognare oltre.

Convocati e quotazioni della Nazionale dell'Egitto

Allenatore: Hector Cuper

Convocati:

  • Portieri: El-Hadary (Al Taawoun), Ekramy (Al Ahly), Awad (Ismaily), El-Shenawy (Al Ahly)

  • Difensori: Fathy (Al Ahly), Elmohamady (Aston Villa), Abdel-Shafy (Al Fateh), Hegazi (West Bromwich Albion), Gaber (Los Angeles FC), Gabr (West Bromwich Albion), Samir (Al Ahly), Hafez (Lens), Ashraf (Al Ahly), Tarek (Orlando City), Hamdy (Zamalek)

  • Centrocampisti: Elneny (Arsenal), Said (KuPS), Shikabala (Al Raed), Hassan (Kasimpasa), Sobhi (Stoke City), Hamed (Zamalek), Kahraba (Al Ittihad), Warda (Atromitos), Morsy (Wigan), Abdel Aziz (Zamalek)

  • Attaccanti: Salah (Liverpool), Mohsen (Al Ahly), Hassan Kouka (Sporting Braga), Gomaa (Al Masry)

Capitano: El-Hadary (149 presenze)

Calciatore più giovane: Sobhi (21 anni)

Calciatore più anziano: El-Hadary (45 anni)

Calciatore più quotato: Salah (80 mln di euro)

Valore complessivo rosa: 129,98 mln di euro

Ranking FIFA: 19° posizione

Storico ed obiettivo

Partecipazioni ai Mondiali dell' Egitto: 2 (1934, 1990)

Miglior piazzamento: ottavi di finale (1934)

Obiettivo: Come detto prima, l?Egitto il suo Mondiale l'ha già vinto qualificandosi, quindi un'eventuale non passaggio agli ottavi di finale non sarebbe cosa clamorosa. C'è da dire che però l'Egitto, com'è giusto che sia, ci crede e farà il possibile per strappare un posto per gli ottavi di finale. Con Salah si può sognare.

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Arabia Saudita, Mondiali, Russia 2018

Russia 2018, la Nazionale dell'Arabia Saudita in dieci punti

L'Arabia Saudita è torna a partecipare ad un Mondiale dopo aver saltato le ultime due competizioni. Il livello espresso dalla compagine saudita non è mai stata davvero a livelli accettabili. Anche stavolta sarà dura farsi largo, anche se almeno per quest'anno ha evitato squadre schiacciasassi nel proprio girone, visto che si trova nel girone A con Russia, Uruguay ed Egitto.

Convocati e quotazioni della Nazionale dell'Arabia Saudita

Allenatore: Juan Antonio Pizzi

Convocati:

  • Portieri: Al-Qarni (Al-Ittihad), Al-Owais (Al-Ahli), Al-Mosailem (Al-Ahly), Al-Mayuf (Al-Hilal)

  • Difensori: Al-Harbi (Al-Ahli), Al-Shahrani (Al-Hilal), Al-Breik (Al-Hilal), Al-Mowalad (Al-Ahli), Hawsawi (Al-Ahli), Hawsawi (Al-Hilal), Hawsawi (Al-Nassr), Jahfali (Al-Hilal), Al-Bulaihi (Al-Fateh)

  • Centrocampisti: Al-Khaibari (Al-Shabab), Al-Khaibri (Al-Hilal), Otayf (Al-Hilal), Al-Jassim (Al-Ahli), Al-Mogahwi (Al-Ahli), Al-Faraj (Al-Hilal), Al-Abed (Al-Hilal), Kanno (Al-Hilal), Bahebri (Al-Shabab), Al-Kwikbi (Al-Ettifaq), Al-Dawsari (Al-Hilal), Al-Shehri (Leganés)

  • Attaccanti: Al-Muwallad (Levante), Al-Sahlawi (Al-Nassr), Assiri (Al-Ahli)

Capitano: Osama Hawsawi (119 presenze)

Calciatore più giovane: Al-Khaibari (19 anni)

Calciatore più anziano: Al-Mosailem (34 anni)

Calciatore più quotato: Al-Abed, Al-Shahrani (1.7 mln di euro)

Valore complessivo rosa: 22.50 mln di euro

Ranking FIFA: 56° posizione

Storico ed obiettivo

Partecipazioni ai Mondiali dell' Arabia Saudita: 4 (1994, 1998, 2002, 2006)

Miglior piazzamento: ottavi di finale (1994)

Obiettivo:  ripetere l'exploit di Usa '94, in cui tutti noi abbiamo ancora l'eurogol di AL Owairan, pare davvero improbabile. I valori in campo sono davvero distanti, anche se quantomeno i sauditi potranno battagliare con l'Egitto, ma dovranno fare una gara perfetta contro la Russia.

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Loris Karius, Liverpool

L'esasperata solitudine prolungata di Loris Karius

Ho visto la finale di Champions League, tra Real Madrid e Liverpool, con amici di varie nazionalità. Al mio amico inglese ho detto la frase "Why doesn't Liverpool have a great goalkeeper?", ovvero perchè il Liverpool non avesse un portiere forte. Ma l'ho detto già alla lettura delle formazioni. Non è che il Real Madrid avesse Yashin in porta, ma Keylor Navas può essere vituperato quanto si vuole, ma alla fine c'è sempre e risponde bene quando è chiamato in causa. Il Liverpool presenta in porta Loris Karius, portiere tedesco, classe '93, ex Mainz. Quest'ultimo l'ha spuntata nel ballottaggio durato tutta la stagione: in porta, contro il Real Madrid andrà lui, e non il belga, più quotato Simon Mignolet.

La gara finisce 3 a 1 per i soliti madrileni. I punti focali sono davvero tantissimi su cui si può discutere. Provando ad elencarli, spero di non dimenticarne neanche uno. Gli infortuni e le lacrime di Salah e Carvajal, che temono adesso anche il Mondiale di Russia 2018; i due errori di Karius; Manè che si sobbarca l'intero peso dell'attacco inglese; la splendida sforbiciata di Gareth Bale; le solite sceneggiate di Sergio Ramos; Cristiano Ronaldo che si danna per non esser riuscito a segnare un gol; le 5 Champions League vinte dal portoghese che aggancia Paolo Maldini; le 3 Champions League vinte da allenatore da Zinedine Zidane, agganciando Ancelotti e Paisley; il silenzio insolito di Jurgen Klopp; il possibile addio di Cristiano Ronaldoal Real Madrid. La 13° Champions League del Real Madrid Ma nulla ha il prezzo della solitudine di Loris Karius.

Gli errori di Loris Karius consegnano il trofeo alle merengues

Il portiere del Liverpool commette due errori che di solito commette chi gioca all'oratorio, o nei campetti di periferia, e, da non portiere, deve scontare il suo turno in porta. Ma qui non eravamo all'oratorio, e Kiev non è proprio periferia. Sul gol di Benzema mi ero girato: se il portiere ha il pallone in mano è finita l'azione offensiva. E invece no, imparalo per la prossima volta, Andrea. Sul secondo gol di Bale, da oltre 30 metri, mi dico che è solo un tiro forte si, ma centrale, che non cambia traiettoria: non sarà gol. E invece no, imparalo per la prossima volta, Andrea. Anche qui un gesto inconsueto: mani troppo vicine una con l'altra e un insolito saltello al momento di bloccare la palla. Due gol che oscurano la meravigliosa bicicletta di Bale, che da il via su quale sia più bella tra questa e quella di Cristiano Ronaldo contro la Juventus. Il Real Madrid vince 3 a 1 e i due gol di differenza sono sulla coscienza, per nulla invidiata, di Loris Karius.

Non sono qui per deriderlo o per dire che adesso dovrà trovarsi un altro lavoro. Se cercate un articolo in cui si affondi il colpo potete già chiudere la pagina. Già è bastato tutto il cyberbullismo, spacciato per sfottò, per affossare il giocatore tedesco. Ha combinato degli errori, come possono tutti, anche se in un contesto mondiale che gli peserà a vita, come accadde a Moacyr Barbosa, durante il leggendario Maracanazo del 1950. Non occorre infierire. Ci penseranno le sue notti insonni, nonostante qualcuno dica che Karius avrà milioni di buoni motivi (calcolati in euro), per stare tranquillo. Questo lo diciamo noi che abbiamo conti corrente più esigui, e quindi pensiamo che in ogni caso, Loris Karius, casca bene. Ma umiliazioni simili rendono inutile tutto quello che possiedi, o possiedi zero o possiedi mille. Ti fanno sentire impotente, ti fanno dubitare di te, ti fanno sentire tremendamente solo.

Cercasi abbraccio per Loris Karius

Una solitudine, esasperatamente prolungata, di questo lungagnone di 1.90, biondo al pari di un qualunque modello, che magari ha fatto sbavare prima milioni di tifose. Per poi provocarci compassione, per le sue lacrime nel post partita, senza ricevere, dapprima, uno straccio di un abbraccio consolatorio, se non quello di Gareth Bale e di alcuni giocatori del Real. Magari Klopp e i giocatori del Liverpool avranno passato un'ora per consolarlo negli spogliatoio (chi lo sa!), e per questo non li condanno, ma credo che, prima, in quel preciso momento, in cui Loris Karius chiedeva onestamente scusa agli sportivissimi tifosi del Liverpool, il tedesco avesse più bisogno di una pacca sulla spalla che di una qualunque vittoria della Champions League.


Uruguay, Mondiali, Russia 2018

Russia 2018, la Nazionale dell'Uruguay in dieci punti

L'Uruguay  si trova nel girone A, dove ci sono anche i padroni di casa della Russia, Egitto ed Arabia Saudita. La Nazionale uruguayana si presenta al mondiale russo con serie possibilità di chiudere al primo posto, visto il girone non troppo tosto. Proviamo ad approfondire i punti salienti dell'Uruguay.

Convocati e quotazioni della Nazionale dell'Uruguay

Allenatore: Oscar Tabarez

Convocati:

  • Portieri: Muslera (Galatasaray), Silva (Vasco da Gama), Campana (Independiente)

  • Difensori: Godin (Atletico Madrid), Coates (Sporting), Gimenez (Atletico Madrid), Pereira (Porto), Gaston Silva (Independiente), Caceres (Lazio), Varela (Penarol)

  • Centrocampisti: Nandez (Boca Juniors), Torreira (Sampdoria), Vecino (Inter), Valverde (Deportivo La Coruna), Bentancur (Juventus), Sanchez (Monterrey), De Arrascaeta (Cruzeiro), Laxalt (Genoa), Rodriguez (Penarol), Urretaviscaya (Monterrey), Lodeiro (Seattle Sounders FC), Ramirez (Sampdoria)

  • Attaccanti: Stuani (Girona), M.Gómez (Celta Vigo), Cavani (PSG), L.Suarez (Barcellona)

Capitano:Diego Godin (108 presenze)

Calciatore più giovane: Federico Valverde (19 anni)

Calciatore più anziano: Martin Silva (35 anni)

Calciatore più quotato: Luis Suarez (85 mln di euro)

Valore complessivo rosa: 386 mln di euro

Ranking FIFA: 21° posizione

Storico ed obiettivo

Partecipazioni ai Mondiali dell' Uruguay: 12 (1930, 1950, 1954, 1962, 1966, 1970, 1974, 1986, 1990, 2002, 2010, 2014)

Miglior piazzamento: Primo turno (1994, 2002, 2014)

Obiettivo:  la Celeste conta uno dei migliori tandem d'attacco dell'intero Mondiale, grazie alla coppia Suarez e Cavani. Ma occhio, perchè hanno dentro una schiera di giovani terribili: l'Uruguay può puntare benissimo ai quarti di finale come obiettivo.

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Russia, Mondiali, Russia 2018

Russia 2018, la Nazionale della Russia in dieci punti

La Russia è la squadra testa di serie del girone A, dove ci sono anche Uruguay, Egitto ed Arabia Saudita. I sovietici saranno i padroni di casa dei Mondiali di Russia 2018, motivo per cui si trovano in un girone senza squadre di primissimo livello, in quanto, queste ultime si trovano, da teste di serie in altri gironi. Proviamo ad approfondire i punti salienti della Russia.

Convocati e quotazioni della Nazionale della Russia

Allenatore: Stanislav Čerčesov

Convocati:

  • Portieri: Akinfeev (CSKA), Gabulov (Club Brugge), Lunyov (Zenit), Dzhanayev (Rubin Kazan)
  • Difensori: S.Ignashevich (CSKA), Smolnikov (Zenit), Kudryashov (Rubin), Granat (Rubin), Neustädter (Fenerbahce), Semyonov (Akhmat), Kutepov (Spartak), Rausch (Dynamo), Mário Fernandes (CSKA)
  • Centrocampisti: Zhirkov (Zenit), Dzagoev (CSKA), Samedov (Spartak), Golovin (CSKA), Yerokhin (Zenit), Cheryshev (Villarreal), Zobnin (Spartak), Gazinsky (Krasnodar), Kuzyayev (Zenit), An.Miranchuk (Lokomotiv), Tashayev (Dynamo)
  • Attaccanti: Smolov (Krasnodar), Dzyuba (Arsenal Tula), Al.Miranchuk (Lokomotiv), Chalov (CSKA)

Capitano: Igor Akinfeev (104 presenze)

Calciatore più giovane: Chalov (20 anni)

Calciatore più anziano: S.Ignashevich (38 anni)

Calciatore più quotato: Mário Fernandes (16 mln di euro)

Valore complessivo rosa: 149.53 mln di euro

Ranking FIFA: 62° posizione

Storico ed obiettivo

Partecipazioni ai Mondiali della Russia: 3 (1994, 2002, 2014)

Miglior piazzamento: Primo turno (1994, 2002, 2014)

Obiettivo:  i russi vorranno superare di sicuro la fase a gironi, sia per non sfigurare dinanzi al proprio pubblico, sia perchè sarebbe un record visto che i sovietici non è mai approdata ai gironi.


Italia, Alessio Cerci

Tutti i giocatori dimenticati dell'Italia in una rassegna

Si avvicinano i Mondiali di Russia 2018 e dobbiamo in qualche modo trovare la via per sopperire all'enorme dolore sportivo che patiremo per la mancanza dell'Italia. Un ciclo si sta provando ad aprire, con Roberto Mancini commissario tecnico. Non dovrebbe esserci più Buffon, dopo 20 anni, si punta forte su Balotelli, Chiesa, Insigne e Bernardeschi, aspettando che Verratti e Immobile facciano bene in azzurro per come fanno bene nel Paris Saint Germain e nella Lazio. E allora che si fa?

Sapete, ogni tanto mi perdo nei meandri del web e visto che questa Italia ci da pochissime soddisfazioni, corro indietro per vedere le imprese azzurre, gioie e delusioni tra Mondiali ed Europei. Mi soffermo spesso sulle competizioni che si sono seguite dal 1994 ad oggi. Il mondiale americano è il mio primo ricordo calcistico, forte dei miei 6 anni. Tutti ci ricordiamo di Baggio in quel Mondiale. Di Baresi, Pagliuca e così via. Ma avete mai fatto caso che spesso ci sono nelle rose dei convocati dei giocatori che avevamo totalmente rimosso fossero nel giro azzurro. Leggete la carrellata che sto per farvi, vi assicuro che rimarrete stupiti.

Da Usa 94 al Mondiale tedesco del 2006

  • Usa '94: in questo Mondiale abbiamo bissuto imprese magiche, grazie ai due Baggio, Roberto e Dino, ma ci sono anche altri outsider che non ricordiamo. Alla kermesse americana parteciparono pure uno stempiato Antonio Conte. Da sottolineare i due parmensi Lorenzo Minotti e Luca Bucci, con zero presenze, malgrado ben 7 gare dell'Italia.
  • Inghilterra '96: un Europeo molto amaro per gli azzurri di Sacchi. Troppi alti e bassi nel girone, tra Casiraghi e Zola, senza che l'Italia riesce a qualificarsi. In quella rosa c'era, oltre al solito 3° Luca Bucci, pure l'udinese Fabio Rossitto, all'attivo una sola presenza in azzurro, per giunta in amichevole.
  • Francia '98:  una delle migliori Nazionali in assoluto sbarca in Francia. Le stelle sono davvero tante e quasi nessuno ha un ruolo troppo marginale, se non il fiorentino Sandro Cois, che non giocherà mai. Solo 3 le gare in azzurro per lui.
  • Belgio Olanda 2000: è la rassegna del super Toldo, del cucchiaio di Totti e della delusione cocente al golden gol di Trezeguet. Anche qui, parata di stelle assolute. Gli outsider sono Paolo Negro, che farà comunque una presenza contro la Svezia, e il terzo portiere Antonioli, che non farà mai alcuna presenza in azzurro.

 

  • Giappone e Corea del Sud 2002: erano anni d'oro, lo sottolineo. Oggi direi che Francesco Coco, autentica meteora del nostro calcio, sembra lontano anni luce da quei giocatore. Eppure allora aveva un'ottimo rendimento, giocando anche alcune partite, finendo pure al Barcellona. Spicca anche la presenza di Cristiano Doni: sette presenze e un gol per lui.
  • Portogallo 2004: l'Italia si spegne ai gironi nonostante un girone non irresistibile. Gli attaccanti Di Vaio e Corradi non avranno vita lunga in Nazionale, mentre Matteo Ferrari resterà una promessa mai sbocciata appieno. Tuttavia tutti e tre supereranno quota 10 presenze con la maglia azzurra.
  • Germania 2006: qui sono stati davvero tutti importanti. A parte i due portieri di riserva, tutti i giocatori hanno giocato le gare della vittoriosa rassegna iridata. Più tempo passerà e magari sarà più facile dimenticarsi che Amelia e Peruzzi fossero nella rosa. Più facile ricordare Zaccardo e Barone, uno per un autogol, l'altro per una corsa infinita contro la Repubblica Ceca, ad attendere un passaggio di Inzaghi. Follia.

L'Italia, dal dopo Berlino fino ai giorno nostri

  • Austria e Svizzera 2008: ci sono tanti reduci dal Mondiale vittorioso, ma anche qualcuno che non ti aspetti. Alla rassegna europea partecipò Marco Borriello, con la maglia numero 12 fra l'altro. Non giocando mai quella competizione.
  • Sudafrica 2010: fu un Mondiale disastroso, non ripetemmo i fasti di quattro anni prima. In quella rosa erano presenti, fra quelli che oggi non ricordi più, Pepe, Salvatore Bocchetti e Palombo. Tutti onesti gregari, utili, ma non dei fenomeni.
  • Polonia e Ucraina 2012: l'Italia diventò vice campione d'Europa, inchinandosi solo alla Spagna. Era la Nazionale di Balotelli, Cassano, ma anche di Nocerino, Diamanti, Ogbonna e del "nuovo Maldini" Marco Motta.
  • Brasile 2014: resterà l'ultimo nostro Mondiale per quattro anni. E il fatto che non si andato bene fa ancora più male. In una rosa logora, erano presenti pure Cerci e Paletta.
  • Francia 2016: la nazionale di Conte ha stupito, schiantandosi solo contro la Germania ai rigori ai quarti. In quella rosa, anche se sono passati solo due anni, c'è chi si è già dimenticato che ci fosse Sturaro.

Da aggiungere che l'Italia partecipò, nel 2009 e nel 2013, a due Confederations Cup, competizioni tuttavia non con lo stesso appeal delle rassegne continentali e mondiali. Nel 2009 vi erano Legrottaglie, Gamberini, Dossena e Santon, mentre nel 2013, quando arrivammo terzi, non ci sono grossi nomi clamorosi da ricordare. Anzi, ce ne sta uno che non si può mai dimenticare: quello di Davide Astori.


Federico Nicastro, Neuchatel Xamax, Svizzera

Federico Nicastro, partito per lavoro, oggi è in Super League

Ci sono storie che possono essere raccontate con poche parole, per svariati motivi. Vuoi perchè ci sia poco da raccontare, vuoi perchè non c'è quell'epicità giusta nella storia. Ma non è il caso della storia di Federico Nicastro, classe 1981, professione: portiere. Ma non solo.

Mi arriva all'orecchio la voce che un italiano avrebbe stravinto, con la sua squadra, la Challenge League svizzera, ovvero la nostra Serie B. Penso subito che si tratti di uno dei tanti calciatori italiani emigrati all'estero per giocare a pallone. Ma subito qualcosa risalta all'occhio: tale Federico Nicastro ha una storia diversa dalle altre. E ora capirete perchè, visto che mi sono prodigato di mettermi in contatto con lui.

Federico Nicastro, dal calcio al casinò al ritorno al calcio

Al telefono Federico Nicastro è molto disponibile e conquista il mio cuore sportivo quando, alla mia domanda "Ma pensi di essere uno dei calciatori penalizzati dal sistema calcio?", mi dice che nel calcio, alla fine, hai quasi sempre quello che ti meriti, eccetto se hai la sfortuna di subire infortuni gravi. La carriera di Federico è transitata dall'Eccellenza fino alla C1. Ha girovagato la penisola, passando pure da piazze come Crotone (giocando con giocatori come l'ex Juventus Ogbonna e l'ex Parma Ghezzal), Lucchese e Savona. A Lucca viene insignito del titolo "miglior portiere della C2". Chiude la sua esperienza italiana nel 2012/13, quando giocava all'Ebolitana, in Seconda Divisione, dopo che alcuni suoi compagni furono aggrediti dopo una sconfitta pesante contro il Gavorrano. Lui ebbe la fortuna di trovarsi in palestra in quel momento, altrimenti sarebbe rimasto coinvolto anche lui. Questo è troppo, Federico Nicastro preferisce dire basta col calcio.

Ma la Svizzera? Calmi, calmi, ci arriviamo. Vi avevo già preannunciato come fosse una storia che ha dell'incredibile. Nel 2013, a 32 anni neanche compiuti, va a Roma per fare un corso di croupier, per cambiare nettamente vita. A corso finito, viene subito chiamato per lavorare, a tempo indeterminato, nel casinò di Neuchatel, cittadina della Svizzera francese, grazie anche alle sue abilità linguistiche. E il calcio? Non c'è tempo per il calcio, ma forse c'era ancora spazio per il destino. Una sera, al casinò di Neuchatel, c'era un tizio che parlava di calcio proprio accanto a Federico. Quest'ultimo nota diverse inesattezze in quei discorsi, al punto da lanciarsi in un "Con tutto il rispetto, ma... non credo che lei ne capisca di calcio".

"E cosa vuoi che ne capisca un croupier?!"

Federico Nicastro, portiere
Federico Nicastro in porta

Questa la frase di risposta di questo signore, che davanti sapeva di avere un croupier, ma non un ex calciatore professionista. Parola dopo parola, Federico racconta la sua storia, racconta pure di aver giocato ben due Universiadi con l'Italia, ottenendo l'argento sia nel 2007 a Bangkok (in squadra con Parolo ed Antenucci) sia nel 2009 a Belgrado. Ma se questa persona non sapeva chi fosse Federico, anche Federico non sapeva chi avesse di fronte. Questa persona ha un'azienda di medaglie, che si occupa pure di rifinire le coppe della Uefa e della Fifa. Ma ha anche una squadra, in 7° divisione, l'FC Ticino. Ed ecco subito la proposta: se giochi nella mia squadra ti assumo nella mia azienda. Federico accettò, coinvolgendo pure due suoi amici calciatori, come Aldo Perricone e Salvatore Vicari (ex Reggina in A). Il campionato fu stravinto ovviamente.

La scalata di Federico Nicastro verso il Neuchatel Xamax

Federico, a  stagione finita, lasciò sia l'Fc Ticino che l'azienda, perchè era riuscito ad entrare presso La Poste, l'equivalente delle nostre poste italiane. Nel frattempo Federico giocò con l'Audax Friuli e con il Portalban, sempre squadre svizzere delle serie minori, vincendo campionati e scalando e leghe, portandosi in 4° divisione. Ma l'occasione è dietro l'angolo. Nel luglio 2017, era di ritorno dalla vacanza in Madagascar, e lo chiama l'ex Genoa Luca Ferro, l'allenatore dei portieri del Neuchatel Xamax, nobile decaduta del calcio svizzero, che si trovava in Challenge League, ma con un passato glorioso (giocò contro l'Inter di Ronaldo in Coppa Uefa). Luca esordì dicendo:

"Ehi Federico, te la senti di fare il 3° portiere al Neuchatel Xamax in Serie B?"

Fu quasi scioccante sentire quella proposta. Lo capisco da come me lo racconta Federico. Aveva sempre avuto il pensiero, quando, in auto, costeggiava lo stadio dello Xamax, "chissà se riuscirò mai a giocare qui". Ma il sogno si allontanava, perchè l'età si faceva sentire, e le esigenze della vita portavano altrove. E invece no, Federico non aveva ancora finito con il calcio. La risposta fu affermativa e i sacrifici per godersi questa esperienza furono immensi. La mattina sveglia alle 6, alle 7.15 a Berna alle Poste, per poi rientrare a Neuchatel per allenarsi. Per i primi due mesi, fino a settembre, complice appunto le difficoltà a incastrare lavoro e calcio professionistico, Federico si allenò da solo, alle 19 con l'allenatore dei portieri. Quanti sacrifici, ma era un sogno troppo grande per lasciarlo andare.

L'esordio in Challenge League e la promozione

Bella storia, eh? Ma non è ancora finita qui, perchè le soddisfazioni saranno tante. A settembre un problema al dito mise ko il portiere capitano dello Xamax, Walthert. In Swiss Cup, contro i dilettanti dell'Echallens (quarta divisione) andò in porta il secondo portiere, che al 95' venne espulso. La gara andò ai supplementari, ma in porta, il Neuchatel Xamax, dovette mettere un giocatore di ruolo, perchè ebbe finito le sostituzioni e il nostro Federico non poté dunque esordire. Esordio che arrivò 3 giorni dopo nel big match contro il Servette, squadra che oggi conta tra le sue fila anche di Paolo De Ceglie, ex Juventus, oltre a giocatori che hanno militato nel Siviglia e nella Real Sociedad.

All'inizio Federico era un po' teso, ma un miracolo lo fece sciogliere. A fine primo tempo lo Xamax perdeva 1-2, in casa. Ma nel secondo tempo vi fu un'assedio da parte del Neuchatel che voleva portare a casa il derby. Alla fine, grazie ad un gol in zona cesarini, il Neuchatel vinse 3-2. Fu un gioia incredibile, soprattutto per Federico Nicastro che non giocava un match di livello da 5 anni, rispondendo alla grande. Il portiere nativo di Certaldo giocherà anche la gara successiva a Winterthur, mantenendo la porta inviolata nella vittoria dello Xamax. Il Neuchatel vincerà un campionato senza rivali, lasciando oltre venti punti sulla seconda in classifica, lo Schaffausen. Federico Nicastro giocò anche la gara contro il Rapperswil di maggio, ottenendo un altro clean sheet, e godendosi la sua 8° promozione in carriera. Un autentico talismano.

La Super League che verrà, da protagonista con il Neuchatel Xamax

La dirigenza del Neuchatel Xamax questo lo sa, ed è per questo che ha rinnovato di un anno il contratto a Federico, facendogli coronare il sogno di vivere una stagione nella massima serie elvetica, confrontandosi contro realtà incredibili come Basilea e Young Boys, girovagando la Svizzera tra Lugano, San Gallo, Zurigo e Lucerna.

Neuchatel Xamax, Federico Nicasto
La festa del Neuchatel Xamax per la promozione

Il sogno della Super League non permetterà comunque a Federico Nicastro di distogliere lo sguardo dalla realtà, ed è per questo che continuerà il suo lavoro alle poste, continuando a frequentare un corso di contabilità che gli possa dare nuove opportunità in futuro. Questa, mi fa notare, è la vera differenza tra i giocatori in Svizzera e in Italia: molti calciatori che militano in Lega Pro o in D non percepiscono che il calcio potrebbe non essere il mestiere che darà loro il pane. Così facendo molti in Italia si cullano su questa cosa (malgrado in Lega Pro alcuni prendano €1000 al mese), mentre in Svizzera moltissimi giocatori hanno anche un lavoro oltre a giocare a calcio.

Tutto questo Federico lo ha imparato sulla sua pelle, essendo stato prima un uomo emigrato all'estero, e poi dopo anche un calciatore emigrato all'estero. Come una roulette, giro dopo giro, la sua avventura l'ha portato a vivere un sogno, dopo averlo coltivato per 30 anni, con mille sacrifici e con il supporto della sua ragazza, toscana come lui, con cui vive a Neuchatel. Federico è pronto a non perdersi un secondo di questa meravigliosa partita chiamata vita, dopo averci insegnato, mediante questa storia, la sua, che non bisogna mai smettere di crederci.

Grazie per questa storia, la tua. In bocca al lupo Fede!


Stefan De Vrij, Lazio, Inter

Le lacrime di Stefan De Vrij e l'italica cultura del sospetto

Al 76' di Lazio - Inter di ieri sera, Stefan De Vrij stende in area Mauro Icardi. Rigore sacrosanto. ed eccoci qui, nello scenario che tutti avevamo ipotizzato possibile. La partita, come tutti sanno, ha visto l'Inter rimontare, con un 2-3 al cardiopalma, grazie all'incornata di Matias Vecino (e anche all'irruenza di Senad Lulic). Una gara, per come è stata giocata, che davvero valeva l'accesso in Champions League, al punto che a metà partita mi sono detto che la meriterebbero entrambi. Ma alla fine ci va solo una, quindi complimenti all'Inter.

Un malpensante avrebbe invece detto "quindi complimenti all'Inter di Stefan De Vrij". Come tutti sanno, il classe '92, centrale della Lazio, va in scadenza di contratto, e da tempo ormai si è accordato con l'Inter. Ritrovarsi a difendere un 4° posto, quello della Lazio, che di fatto estrometterebbe lui e la sua futura squadra dalla Champions League."Ma dove vuoi arrivare, Andrea?".

Ma Stefan De Vrij avrebbe dovuto giocare?

È semplice, per me Stefan De Vrij non doveva giocare e vi spiego perchè. Ieri la gara del centrale olandese è stata ottima, a parte qualche normalissima sbavatura. Il numero 6 della Lazio ha dimostrato di essere un professionista, nonostante la pressione su di lui fosse enorme. Per me ieri il fallo di De Vrij non ha ombra alcuna, e, di conseguenza, le sue lacrime di fine partita erano vere. Erano vere perchè sa come funziona in Italia ormai. Gioca qui da diversi anni e ha già imparato come funziona bene la nostra cultura, sempre legata a qualsivoglia sospetto.

La partita non è neanche finita e sui social si è scatenato di tutto contro Stefan De Vrij. A parte gli sfottò, che trovo sempre giusti se non sfociano nell'insulto, ho visto tantissime persone parlare negativamente su questo episodio. È una cultura legata sempre al sospetto che ci trasciniamo da anni, che arriva pure per "truccano i sorteggi, palla fredda, palla calda". È spesso la causano i giornalisti che alimentano questo tipo di reazione. Se una squadra vince 5-0, devi deciderti se fa calcio champagne o se l'altra si è scansata, perchè questa teoria dovrebbe valere sempre, non solo se conviene. Se ti lamenti di un giocatore che gioca contro la sua futura squadra, devi dirlo sempre. Oppure, come sarebbe meglio, stare zitto e non fiondarti su tesi complottistiche quantomeno fantasiose.

Forse era meglio non schierare Stefan De Vrij

Ecco perchè non avrei fatto giocare Stefan De Vrij, perchè o fai la prova della vita, ma Beckenbauer non sei, o ti massacreranno anche per un solo passaggio sbagliato. Far giocare Stefan De Vrij vuol dire darlo in pasto ai cani della gogna mediatica, che in Italia colpisce chiunque, anche se poi la verità sia un'altra: siamo un Paese dove prima si condanna e dopo si giudica, ma al momento della sentenza non è rimasto poi nessuno.

Capisco bene Simone Inzaghi, se lo ha fatto giocare avrà avuto i suoi motivi: d'altronde lui vedeva Stefan De Vrij tutti i giorni, non io, però oggi vediamo quello che non avrei voluto vedere. Un rigore causato, come se ne causano mille in area, che di fatto ha dato coraggio e forza all'Inter. Vallo a spiegare a chi tifa contro per antonomasia, a chi raggranella followers fomentando odio e sospetto, a chi l'anno prossimo non giocherà la Champions League. Molti puntavano il dito contro il fatto che è stato ufficializzato troppo presto il passaggio dell'olandese all'Inter: pensate a quanto sarebbe stato sereno annunciarlo oggi, dopo l'assedio di ieri.

Non era una situazione facile, e a volte non giocando rischi di vincerle certe gare. Complimenti all'Inter per averci creduto sempre, alla Lazio per esserci stata dentro fino a 10 minuti dalla fine del campionato, e a Stefan De Vrij per aver tentato di essere più forte della gogna mediatica di questo Paese.