Io ve l’avevo scritto (QUI), circa sei mesi fa, che l’Italia del futuro sarebbe diventata più che promettente. E il presente dei baby azzurrini continua a confermare ciò. Se vado a memoria, guardandomi dietro, mi sembra di tornare nella seconda metà degli anni ’90, dove c’erano così tanti giocatori talentuosi in circolazione, che restavano a casa giocatori di livello superiore a chi oggi magari ha 20/30 presenze in nazionale.

Credo che la stessa cosa stia per succedere a breve. Partiamo dall’argento Europeo, ai scorsi campionati di categoria Under19, in cui l’Italia si dovette inchinare in finale alla sola Francia. Francia che gli azzurrini, qualche giorno fa, al Mondiale Under20, hanno battuto agli ottavi di finale. Ma i ragazzi di Alberigo Evani si sono superati quando ai quarti di finale hanno battuto lo Zambia per 3-2, nonostante una bella fetta di gara giocata in 10 contro 11. Sugli scudi Mandragora, Orsolini, Dimarco, Favilli e Panico. Mai l’Italia Under20 era arrivata tra le prime 4 ad un campionato del mondo.

E occhio all’Italia all’Europeo Under 21

Tra una decina di giorni inizierà invece il campionato europeo Under21, che si svolgerà in Polonia. Per questa competizione Gigi Di Biagio, in accordo con un Ventura tuttavia un po’ polemico,  ha a disposizione una rosa da paura, avendo potuto convocare davvero tutti i big: Donnarumma, Rugani, Conti, Gagliardini, Bernardeschi, Berardi. Ma anche gli altri giocatori della rosa sono di assoluto valore. Peccato aver dovuto rinunciare a Romagnoli, a causa di un infortunio fastidioso. Sebbene ci siano squadre molto competitive come Germania, Spagna e Inghilterra, l’Italia resta tra le favorite per vincere un titolo che manca da 13 anni.

Nel 2004, in quella Italia, c’erano futuri campioni del mondo come De Rossi, Barzagli e Gilardino, ma anche gente che ha fatto una carriera non poi così esaltante, come Zotti, Del Nero, Potenza e Agliardi.  Per dirvi che spesso un po’ di gente si perde: ad esempio dell’ultima nazionale italiana che partecipò ad un Mondiale Under20 (in Egitto nel 2009), solo Bonaventura e Regini giocano in A, e non erano manco i titolari di quella squadra. In quella rosa c’erano giocatori che oggi non fanno più neanche i calciatori professionisti, o chi, addirittura, ha lasciato il calcio.

Se questo è il prezzo da pagare per avere a breve una nazionale con i fiocchi, siamo pronti a correre il rischio: d’altronde i migliori diventano tali se non smettono mai di credere di poterlo diventare. Dai azzurrini!

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