Quando scrivo questo genere di articoli, come questo su Edmundo, parto sempre dal presupposto di parlare magari ad un pubblico un po’ troppo giovane per ricordare le gesta del protagonista del mio scritto. E quindi questa cosa fa assumere al racconto dei contorni magici, ai confini tra realtà e immaginazione, perchè spesso si parla di calciatori che fanno cose che oggi sarebbe difficile per chiunque ripetere, di giocatori con un carisma troppo enorme che un calciatore di oggi non potrebbe reggere mai.

La storia di Edmundo, o’Animal

La storia di Edmundo Alves De Souza Neto, ma più semplicemente Edmundo, è una delle più controverse. Attaccante brasiliano, di cui ci si ricorda per i suoi modi rudi: innumerevoli le sue risse. Di gol ne fece oltre 200 tra Brasile, Italia e Giappone, ma se vi dico che ce lo ricordiamo tutti per il suo comportamento, beh, è tutto dire.

Edmundo, o'animal
Edmundo in uno scontro

Soprannominato “O Animal”, perchè in un’intervista un giornalista lo definì “l’animale della partita”, in quanto spesso era il migliore, grazie alla sua tecnica e alla sua tempra. Eppure la cosa non lo soddisfaceva molto: “Adriano, una persona a cui voglio bene, è diventato l’Imperatore. Fa le stesse cagate che faccio io, anche peggio, eppure è l’Imperatore. E pure Luis Fabiano fa molte cagate ed è diventato Fabuloso, favoloso. E io sarei l’animale…”.

La sua passionalità lo portava ad avere delle reazioni esagitate: quando perdeva diceva che necessitava di ore per metabolizzare. Non parlava alla moglie o ai figli: solo dopo aver smaltito la rabbia. Oppure, come rivelò Nicola Amoruso, attaccante, ex suo compagno di squadra al Napoli, quando Edmundo si chiuse nello spogliatoio a chiave perchè non aveva ricevuto lo stipendio.

A Firenze vivette un periodo buono: con Trapattoni alla guida, si laureò campione d’inverno. peccato che poi a febbraio scappò in Brasile per l’immancabile Carnevale di Rio. Con Malesani le cose non migliorarono: il brasiliano era assolutamente convinto che non lo si faceva giocare per chissà quale complotto.

A Firenze fu protagonista di una scazzottata con un ragazzo della primavera, tale Stefani, reo di avergli fatto fallo da dietro. Sicuramente più simpatico quando in un VicenzaFiorentina gli fu lanciato addosso dagli spalti un’arancia e lui in tutta tranquillità la sbucciò e la mangio. Mentre adesso ci ricordiamo solo della banana lanciata (e poi mangiata) a Dani Alves.

La sua esuberanza lo portò spesso fuoristrada: memorabile la querelle con gli animalisti, poichè Edmundo, per il compleanno del figlio, diede da bere whisky ad una scimmia (in quanto aveva affittato un circo come attrazione). Il tutto ovviamente documentato. Alla guida non era certo un lord: ben 219 i punti della patente persi.

Quello che non si sa di Edmundo

Edmundo, o'animal
Edmundo dopo una sconfitta

Ma furono ben altre le cose gravi in cui Edmundo fu invischiato: fu emesso un mandato di cattura nei suoi confronti per essere stato riconosciuto colpevole per la morte di tre persone in un incidente avvenuto a Rio de Janeiro nel 1995. In precedenza, nell’ottobre del 1999, era stato condannato a 4 anni e mezzo di carcere in regime di semilibertà, ma finora è sempre rimasto libero grazie ai continui ricorsi presentati. Nell’incidente del 2 dicembre 1995 morirono tre persone: una ragazza che viaggiava con lui e una coppia in un’auto investita dal fuoristrada del giocatore. Altre tre ragazze, che si trovavano sul mezzo guidato da Edmundo, rimasero ferite gravemente.

Se si puo’ pensare che uno come Edmundo sia solo un personaggio legato ai trionfi (vicecampione del mondo e campione d’America con il Brasile) e alla baldoria ci si sbaglia. Il fratello fu ucciso e messo in un bagagliaio, i suoi genitori ne soffrirono molto e morirono poco dopo. Queste sue seguenti parole fanno si che un personaggio come Edmundo mi stia antipatico:

“Sono distrutto ancora oggi. Ho perso mio fratello, ma anche mio padre e mia madre, che si sono ammalati e sono morti pochi anni dopo. Le mie sicurezze se ne sono andate. Non mi riprenderò mai del tutto. Scambierei i miei soldi, la mia carriera, la mia fama, per averli qui con me. Posso solo fare finta di essere felice.”.

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