In questi giorni si è parlato molto di Claudio Bravo, portiere cileno, che nella semifinale di Confederations Cup contro il Portogallo ha parato ben 3 rigori ai lusitani. Mai nessun portiere prese tre rigori consecutivi nelle competizioni Fifa. Ma Claudio Bravo dovrebbe chiedere ai suoi ex tifosi del Barcellona se la sua recente impresa ha portato alla loro memoria una qualche spiacevole reminiscenza. Un salto indietro di 31 anni, e un nome ben preciso: Helmut Duckadam.

La leggenda di Helmut Duckadam

Era la Coppa dei Campioni del 1985/86, e ancora potevamo vedere come la competizione fosse davvero europea. Le semifinali furono Barcellona – Goteborg e Steaua Bucarest – Anderlecht. Spagna, Svezia, Romania e Belgio (erano gli anni in cui squadre belghe arrivavvano in fondo in Europa).  Ultimamente queste nazioni, escludendo chiaramente la Spagna, non hanno manco una rappresentante nella fase a gironi, figuriamoci nelle semifinali del torneo. A conquistare la finale di Siviglia sono i catalani e i romeni. Lo Steaua di Helmut Duckadam.

Il clima in Romania non era proprio al massimo del benessere. Vigeva il regime dittatoriale di Ceausescu, scarseggiava gas ed elettricità. Addirittura per la finale vennero chiuse le frontiere romene, per evitare chissà quale esodi da parte del popolo romeno. Solo mille i tifosi dello Steaua Bucarest, tutta gente vicina al regime. Contro 60.000 tifosi del Barcellona.

La partita è di un equilibrato incredibile: l’estro spagnolo si scontrò contro la sagacia dei romeni, che seppero portare la finale sui binari dei rigori. Lì accaddè qualcosa d’incredibile: il portiere dello Steaua Bucarest, Helmut Duckadam, ben pensò di neutralizzare addirittura quattro calci di rigore dei catalani. I centri dal dischetto di Lacatus (che qualche anno dopo vedemmo a Firenze) e Balint, completarono l’impresa: lo Steaua Bucarest era campione d’EuropaHelmut Duckadam divenne un mito: la stampa italiano l’indomani titolò “Superman esiste ed è romeno”. Questo spilungone simpaticissimo, con capigliatura folta e baffoni, divenne subito un’icona. Il Manchester United si mise sulle sue tracce.

Il triste epilogo della carriera di Helmut Duckadam

Solo che la finale di Siviglia fu il suo picco più alto: dopo qualche settimana scomparve da ogni taccuino e da ogni gara. Progressivamente non venne più convocato, finché la sua carriera si spense del tutto, inspiegabilmente. L’eroe di Siviglia verrà ritrovato, qualche anno dopo, a difendere i pali di una squadra di terza serie. Un paio di presenze e poi il ritiro.

Steaua Bucarest, Helmut Duckadam
Steaua Bucarest campione d’Europa 1985/86

Cosa gli successe? E’ sempre circolata la versione per cui Helmut Duckadam si fosse opposto alla richiesta del figlio di Ceausescu, il quale chiese espressamente al portiere di consegnargli una Mercedes che gli regalò il Real Madrid, che volle ringraziare il portiere per non aver fatto vincere i rivali del Barcellona. I rumors di allora dicevano che questo rifiuto gli costò tantissimo: gli furono spezzate le mani a suon di bastonate, al punto da non poter più giocare. Solo nel 2007, quasi vent’anni dopo, pubblicamente Helmut Duckadam smentì categoricamente questa versione dei fatti, parlando invece di un grosso problema, una trombosi che stava per compromettergli l’intero braccio.

Ma questa versione, onestamente, vista anche la tardività con cui è stata rivelata, fa un po’ acqua da tutte le parti, sembrando più che altro un modo per assicurarsi a lui, e alla sua famiglia, protezione. D’altronde la popolarità di Helmut Duckadam fu una cosa inusuale per la Romania, e probabilmente Ceausescu ne fu anche geloso, visto che nessuno poteva essere superiore al dittatore.

Ridateci la Coppa Campioni, ridateci le semifinaliste provenienti da tutta Europa, ridateci soprattutto Helmut Duckadam e ridate a lui la sua carriera, perchè lui a noi poi avrebbe ridato l’ennesimo pallone bloccato dopo un rigore. In cambio vi avremmo dato Ceausescu e tutte quelle cose che con il calcio, ma più largamente con la giustizia, non hanno nulla a che vedere.