Ieri sera, subito dopo Italia Germania mi sono lasciato andare in una valutazione troppo superficiale per la carrellata di rigori improbabili calciati dai nostri: è stata una leggerezza dovuta ad un’amarezza senza precedenti.

Ho 28 anni, e mai ricordo di aver vissuto una gara con una tensione tale da chiudersi lo stomaco, da sentire un caldo asfissiante, di non prendere sonno, nonostante la stanchezza, per la troppa adrenalina. Ed io ero su un comodo divano.

Italia Germania, intensità ed emozioni a non finire

Bene, immaginate quanto possa essere stata stritolante una gara, come quella di ieri, per chi l’ha giocata: fanno male le lacrime di Barzagli (VIDEO), perchè dice una cosa che sta già accadendo, ovvero che nessuno si ricorderà di questo gruppo così coeso e generoso. Perché la gente, nel calcio, ma soprattutto nella vita, ricorderà di te solo le ultime cose. Quindi chi se ne frega se abbiamo annullato squadre zeppe di campioni come Belgio e Spagna, chi se ne frega se siamo passati come primi nel girone con una giornata d’anticipo, nonostante mancassero a questi Europei gente come Verratti e Marchisio e in questa gara uomini chiave come De Rossi e Candreva.

Tutti ad inveire contro chi ha ciabattato i rigori: io personalmente non voglio contribuire a questa polemica, né difendendo, né attaccando. Lascio questa bega ai tifosi occasionali che magari seguono il calcio solo per Europei e Mondiali, ricordando a quest’ultimi che nella Germania li han sbagliati giocatori come Muller, Ozil e Schweinsteiger.

Anche se un ma ce l’ho: ieri sera un mio caro amico mi ha scritto in un sms “Hai visto Pellè? Era il mio idolo”. In queste semplici parole c’è la chiave di lettura di questi Europei dell’Italia.

Ci siamo dimenticati dell’umiltà

Una squadra tecnicamente davvero mediocre era riuscita a sopperire al gap tecnico mettendo corsa, cuore, impegno. Non siamo i migliori, ma abbiamo giocato come se lo fossimo, grazie ad un’arma segreta: l’umiltà. Il gesto di Pellè, che ha indicato a Neuer la sua intenzione di fare il cucchiaio, sembra il primo gesto presuntuoso degli azzurri a questi Europei. E l’abbiamo pagato caro.

Ma non voglio assolutamente entrare in questa querelle, sui passettini di Zaza e sul tiro strampalato di Darmian. Voglio sottolineare l’ennesima prestazione superlativa della difesa, dei polmoni infiniti di Giaccherini e Parolo, della rinascita di De Sciglio e del salvataggio di Florenzi con un grande tacco volante. Abbiamo visto un’Italia che non ci saremmo mai aspettati, e questo non dobbiamo dimenticarlo, non bisogna mai dimenticarsi da dove si parte: noi eravamo quelli che non dovevamo manco passare il girone.

E invece abbiamo perso ai quarti, ai rigori, contro la Germania campione del Mondo, in una sorta di finale anticipata. Ieri la Germania ha dominato, com’era prevedibile, nel possesso, ma ha creato molte meno occasioni rispetto alla norma: ciò la dice lunga sulla nostra forza. E da questo, Ventura, dovrà ripartire.

Prima di augurare buon lavoro al nuovo ct, voglio evidenziare quanto questa squadra sia stata legata al cuore: i pianti in diretta di Barzagli e Buffon, Conte che ha un magone che non si aspettava per cui si sente di dire Arrivederci e non Addio all’Italia. E poi tutti i tifosi che si sono affezionati a dei ragazzi non eccezionali, ma qualcosa di eccezionale erano davvero riusciti a farla.

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