Che l’Ajax universalmente sia conosciuta per la sua mostruosa proliferazione di talenti è roba arcinota. Anche negli ultimi anni, in cui i lancieri avevano perso il loro proverbiale smalto europeo, erano comunque riusciti a lanciare talenti. Milik su tutti. Ma nei nostri occhi ci saranno sempre gli incredibili talenti di metà anni anni ’90, come Seedorf, Davids, Cocu, Overmars, i fratelli De Boer, Kluivert. E dire che in questo Ajax, che ancora si gioca il titolo, ed è ad un passo dalla finale di Europa league, inizia a splendere la stella di Justin Kluivert, figlio di quel Patrick. Ma perdonaci, Justin, se tutti i riflettori oggi sono per Kasper Dolberg.

Kasper Dolberg, punta di diamante dell’Ajax

Attaccante classe ’97 della cantera di Amsterdam, prelevato dalle giovanili dei danesi del Silkeborg, quest’anno Kasper Dolberg sta stupendo tutti. Venti gol stagionali per uno che non ha neanche vent’anni sono tanta roba. Direte che il campionato olandese magari è poco probante, ma non dimenticatevi che da lì si è formata gente come Ronaldo, Van Nistelrooy, Ibrahimovic, Suarez, Mertens e lo stesso Milik.

Alto 1,87, Kasper Dolberg non è la classica boa statica di centr’attacco. Molto mobile, scende molte per prendere la palla e giocarla a uno, due tocchi. Spizzarla il giusto per far svoltare l’azione. Predilige, oltre al colpo di testa, le azioni personali dimostrando un’ottima prorompenza. Ha un tiro molto forte, anche se calcia poco di sinistro. Avrà tanti anni per migliorarsi. Intanto quest’anno in Eredivise l’Ajax è dietro al Feyenoord, ma è in Europa League che lui si sta facendo conoscere da tutti.

Tra il passato e il futuro di Kasper Dolberg

Kasper Dolberg, Danimarca
Kasper Dolberg con la Danimarca

Quella vetrina, da troppi snobbata, è un’autentica fucina di talenti, dove un attento talent scout posa il proprio occhio con più passione rispetto ad una gara di Champions League. Un gol nei preliminari di Champions e quattro in Europa League, in cui è stato tra i protagonisti dell’andata contro il Lione (squadra che pensavo avrebbe vinto la Coppa). 4-1 alla Cruijff Arena, ei fu Amsterdam Arena. Tanti i volti interessanti tra i protagonisti di quel match, tra cui Sanchez, Traore, De Ligt, Bazoer e Kluivert. Ma gli occhi erano tutti per Kasper Dolberg, che non ha tradito le aspettative firmando un gran bel gol da rapace d’area, poiché tanti club lo stanno osservando. Piace molto in Premier e in Bundesliga, mentre in Italia è il Milan a fargli la corte, riportando in auge le glorie precedenti vissute con un altro attaccante danese, John Dahl Tomasson.

Bisogna andare sempre cauti sui giovani, e spero per lui che non si spendano cifre assurde, quasi assordanti: per me vale 20-25 mln. Ha bisogno di limare il bel diamante grezzo che è: ne ha bisogno anche la nazionale danese (in cui ha già esordito a novembre 2016) che ci punta tantissimo, dopo tutte le delusioni che ha dato il connazionale Bendtner. Aspettiamoci tanto da questo golden boy, dalla chioma luccicante: ha il volto da bravo ragazzo, ma è dai bravi ragazzi che le difese devono guardarsi.

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