David Ginola appartiene a due schiere di calciatori. Una è senz’altro quella dei calciatori belli e dannati, con tanto di genio e sregolatezza al seguito. A dire il vero i suoi eccessi non erano comunque deleteri, ma il buon David si districava molto bene tra un letto all’altro, viste le sue infinite fiamme in tema amoroso. L’altra schiera a cui può senz’altro appartenere David Ginola è quella dei giocatori talentuosi degli anni ’90 che hanno avuto la sfortuna di avere una carriera proprio negli anni ’90, periodo in cui il calcio era una reale fucina di talenti e di conseguenza tanti giocatori hanno avuto molto meno spazio di quello che meritavano. Fu così anche per Ginola, classe ’67, nato tra i miti assoluti di Cantona e Zidane, punti fermi della storia del calcio francese.

David Ginola era un trequartista che amava spaziare a tutto campo: la sua azione offensiva poteva avere luogo a sinistra, al centro o a destra. Non potevi saperlo. Palla al piede era inarrestabile, non tanto per la sua velocità, quanto per la sua capacità di mantenere il pallone incollato al piede anche nei dribbling più efferati. All’occorrenza giocava anche come seconda punta, motivo per cui i gol furono circa un centinaio per il giocatore che incantò Francia e (soprattutto) Inghilterra.

I successi con il Paris Saint Germain e il dramma Nazionale

Prima di approdare al Paris Saint Germain nel 1992, il talentuoso ragazzo di Gassin, ha peregrinato in squadre minori come Tolone,  RC Paris e Brest. Fu in quest’ultima formazione che Ginola si mise in mostra al punto da essere tesserato dalla prima squadra della capitale. Badate bene, non è il Paris Saint Germain odierno, ricchissimo e pieno di stelle, anzi era una squadra che da anni non navigava in posizioni di vertice. Malgrado ciò Ginola portò a casa ben 4 trofei con i parigini in 3 stagioni. Per ben due volte vinse la Coppa di Francia, nel 1993 e nel 1995, intervallati dalla vittoria nel campionato 1993/94. Nel 1993 è stato eletto pure miglior giocatore francese della Ligue 1. David Ginola chiuderà la sua esperienza transalpina con 112 gare disputate e 33 reti. Ma il suo addio fu burrascoso.

Il 17 novembre 1993, al Parco dei Principi di Parigi va in scena lo spareggio Francia – Bulgaria. Ai francesi andrebbe bene anche un pareggio. All’89esimo minuto il risultato è di 1 a 1, con gol di Cantona e Kostadinov. Ultimi sgoccioli di una gara che sembrava chiusa. Ginola ha la palla nella metà campo bulgara. Anzichè temporeggiare, portarsi sulla bandierina, il trequartista del PSG appronta un cross in mezzo, nella deserta area bulgara. I biancoverdi così possono ripartire, mentre il cronista diceva “Perchè Ginola non ha guadagnato tempo?”.

Leggi anche “Mi ricordo di Ivan Zamorano”

David Ginola, Francia - Bulgaria
David Ginola, Francia – Bulgaria

D’altronde da uno che è molto abile con dribbling e giochetti, ti aspetti che al 90′ faccia impazzire i difensori impazienti. E invece no. L’azione si ribalta, la palla arriva al limite dell’area al solito Kostadinov che insacca alle spalle di Lama. Parigi è ammutolita. È festa bulgara, la Francia è fuori da USA ’94, ed ha trovato il suo colpevole: David Ginola.

Il post gara è drammatico. Le lacrime di Ginola non addolciranno la stampa e i tifosi francesi nei suoi confronti. Anzi, sarà anche il CT francese, Gerard Houllier a rincarare la dose:

Sa giocare a calcio, peccato abbia il cervello di un bambino dell’asilo”

La rinascita di David Ginola in Inghilterra

Ginola farà altre due gare con la maglia blues e a 28 anni chiuderà, con 17 gare e 3 gol, la sua esperienza in nazionale, precludendosi la possibilità di diventare Campione del Mondo 3 anni dopo. E dire che successivamente, quando David sbarcherà in Inghiltera, farà vedere le cose migliori. Esattamente, non poteva più rimanere in Francia, lo avrebbero massacrato. Ecco quindi servito il trasferimento al Newcastle. Via da Parigi, via dalla Francia, nella città più a nord dell’Inghilterra. Molti diranno che la Premier League non sarà un campionato adatto a lui. Ma non avevano fatto i conti con la voglia di riscatto del bello di Gassin.

David Ginola giocherà due stagione con i Magpies, centrando due clamorosi secondi posto. Tutto questo grazie al suo estro, abbinato a quello di giocatori come Alan Sherear e Les Ferdinand, autentici leader di quel Newcastle allenato da Keegan. Viste le sue prestazioni maiuscole viene contattato da Johan Cruijff, che lo voleva nel suo Barcellona, ma Keegan fece di tutto nel trattenerlo. Tuttavia, un anno dopo emigrò a Londra, al Tottenham, dove disputerà tre grandi stagioni, con oltre 20 reti al seguito. Il suo rendimento lo porterà ad essere eletto il giocatore più forte in assoluto della Premier League nel 1999. Roba non da poco se ci si ricorda che squadre fossero in quegl’anni Manchester United, Arsenal e Liverpool su tutte. Essere eletto il migliore di tutti dai colleghi è la risposta più bella che David Ginola diede a chi lo definì inadatto al calcio inglese o, peggio ancora, un giocatore bello ma fine a se stesso.

Il ritiro nel silenzio di David Ginola

Concluderà la carriera con un climax discendente, disputando tre stagioni tra Aston Villa ed Everton e con l’eterna consapevolezza di essere stato tra i giocatori più apprezzati dell’intera storia della Premier League. Avrà sempre il rimpianto di non aver fatto parte di quella Nazionale francese che tra 1998 e 2000 vinse tutto. Probabilmente sarebbe stato oscurato dall’exploit di Zinedine Zidane, ma non avremo mai la controprova per saperlo. Oggi David Ginola è fuori dal calcio, e si gode la moglie e i suoi due figli. Il 19 maggio 2016 David Ginola fu colto da un infarto, mentre giocava a golf. Fu salvato grazie all’impianto di un quadruplo bypass, viste le preoccupanti condizioni coronarie. Per una volta si è dovuto preoccupare del suo cuore e non di quello degli altri, che faceva battere tra una serpentina e il suo ciuffo affascinante.