Arrivano le belle stagioni e per gli amanti del pallone si presenta lo spettro dell’ombrellone, con il pallone in soffitta. Ci stiamo sparando le ultime cartucce tra ultime giornate e playoff, nonostante non siano l’esatta espressione della trasparenza e della regolarità. Tralasciando l’aspetto estetico delle ultime gare rimaste, tra A, B e Lega Pro, ci sono diverse cose che mi lasciano basito.

C’era una volta la Serie A la domenica alle 15…

Partendo dalla Serie A, nel prossimo turno potrebbero decidersi scudetto, 2° posto Champions, ultimo posto Europa League e la salvezza. Trovo scandaloso che non viene garantita alcuna contemporaneità. La Roma gioca di sabato pomeriggio, e il Napoli di sabato sera. Pur non avendo entrambe alcun impegno infrasettimanale la settimana prossima. Questo presuppone pure che se la Roma dovesse ipoteticamente perdere con il Chievo, la Juventus sarebbe campione d”Italia senza giocare.

Già, perchè la Juventus giocherà domenica pomeriggio col Crotone, con il quale potrebbe spendere assai meno energie se fossero certi del tricolore. i calabresi, impetuosi, avranno più speranze di poter conquistare una vittoria vitale per una salvezza sempre più alla portata. Per la gioia di Genoa e Empoli. Non dubito della correttezza delle squadre, a traguardo raggiunto o sfumato, ma è proprio il sistema che è vergognoso.

Che bisogno c’è di mettere decine e decine di playoff?

Ma se scendiamo di categoria, neanche lì abbiamo una situazione cristallina. Trovo assurdo che le prime due salgono in Serie A, mentre poi dalla 3° all’ 8° giocano dei playoff lunghissimi. Questo per poter garantire sempre più gare in ottica diritti tv e, permettetemi di dire, anche in ottica di poter fornire al singolo scommettitore più gare su cui poter investire. E a proposito di scommesse: fa discutere che Cesena – Verona presenti delle anomalie di quote. il pareggio è quotato solo 1,55. Diversi bookmakers hanno chiuso le quote per il troppo afflusso di puntate sulla X. Con un punto il Verona va in senza playoff, mentre il Cesena non ha più nulla da chiedere. Ma non era solo uno sport?

Pazzini, Verona, Playoff
Pazzini, Verona

Se poi scendiamo in quel che io chiamo giungla, ovvero Lega Pro, troviamo robe ai limiti dell’assurdo. Le prime di ogni girone sono già in Serie B. Ma poi ci sono 28 squadre a contendersi un posto nei playoff. Ventotto. Un’altro campionato. Squadre che hanno fatto un campionato deludente, arrivate decime vanno ad impegnare uno slot per il lotto dei playoff, senza meritare alcuna promozione. Tutto questo crea un dispendio di energie che puo’ anche permettere alla migliore squadra di non farcela. L’anno scorso la squadra a vincere questo inferno fu il Pisa: buffo pensare la fine che ha fatto poi.

I finali di stagioni dovrebbero essere le parti più avvincenti, perchè quando ti giochi qualcosa sul filo di lana, in un playoff combattutissimo, si dovrebbe essere lì a vedere partecipare e trionfare le squadre più meritevoli, ma con la massima regolarità possibile. E invece ancora una volta lo spezzatino ha creato una forte indigestione. Non stupitevi se il calcio di fine stagione appassiona sempre meno gente neutrale, perchè, diciamocelo, coinvolge solo i tifosi che tifano la propria squadra ancora in corsa. Gli altri, già a marzo, hanno disotterrato l’ombrellone