la finale di Euro2016 è finita nel modo che meno ci si aspettava, quasi a rimaner coerente con tutte le sorprese di questo torneo: ha vinto il Portogallo. E ha vinto non appena non è stato il Portogallo di Eusebio, di Figo o di Cristiano Ronaldo. Ha vinto il gioco di squadra del Portogallo, l’abnegazione e il mordente dei lusitani. Va comunque tributato un plauso al capitano dei portoghesi che non ha smesso un solo minuto di incitare i suoi, ma mi ha dato non poco i nervi come i media, durante la gara, abbiano esaltato prevalentemente la sua figura, nonostante la panchina. La sua enorme aura ha oscurato il personaggio del giorno, quel Fernando Santos che ha preso il timone della squadra durante le qualificazioni, dopo l’incredibile sconfitta contro l’Albania.

Il trionfo atipico del Portogallo

Partita rognosa, brutta: dei 44 giocatori ben 17 sono di origine africana. Tutti a contendersi l’Europeo. Dopo soli 6 minuti Cristiano Ronaldo è stato messo ko da Payet: l’arbitro (oggi davvero pessimo) non ha fischiato neanche fallo. Sembrava quasi un fallo su commissione, non dico ovviamente che lo era, pareva. Ma è incredibile l’epilogo della gara: Portogallo perde il suo uomo simbolo. Dato spacciato da tutti. Finisce il primo tempo e vedo una discreta Francia, chiaramente superiore tecnicamente. Ma pian pianino la Francia quasi s’ingolfa, ci provano solo Sissoko (questo qui non puo’ giocare in B con il Newcastle l’anno prossimo) e Griezmann. Pogba soffre tantissimo un ruolo non suo, Payet lontano dai suoi livelli. Giroud sbatte contro Pepe, fino a quando da il cambio a Gignac che al 91′ prende un palo fotocopia di quello che prese Gilardino nel 2006 contro la Germania.

Ma a inizio secondo tempo supplementare la partita va in escandescenza: traversa su punizione di Guerreiro, due minuti dopo gran gol con una staffilata velenosa, da 25 metri, di Eder. Il numero 9 portoghese fino a quel momento aveva fatto solo 6 minuti contro l’Islanda. Io me lo ricordavo solo perchè lo scorso giugno segnò all’Italia in amichevole. Bel giocatore, generoso, ma non di certo un fenomeno.

Eder, Portogallo 2016
Eder (it.sports.yahoo.com)

No, non voglio sminuirlo, tutt’altro: voglio esaltarlo insieme all’idea che devi avere si la tecnica, ma soprattutto il cuore n gare così. Il Portogallo tolto Ronaldo, ha trovato nei terzini, in un Pepe maestoso, in un Renato Sanches che in carisma sembra avere 40 e non 18 anni, nella fantasia di giocatori come Nani e Quaresma non finiti come si diceva, i suoi punti di forza. E lo avevo previsto che a vincere non sarebbe stata una big, perchè il calcio sembra davvero evolversi, anche i piccoli giocano da grandi, che delle figurine che sfili in una partita a Fifa nella partita reale non te ne fai niente s e non sono accompagnate al sacrificio, alla corsa e alla concentrazione.

Un Europeo inaspettato fino alla fine

Non è un caso che l’Italia non sia stata eliminata in modo netto. Non è un caso che squadre come Galles, Islanda, Polonia hanno fatto molto bene. Di questo Europeo strambo, vivido, affascinante, pieno di storie e aneddoti, di sorrisi e paure, porterò a casa proprio questa lezione.

Con la vittoria del Portogallo si è chiuso un processo a matriosca, legato ai tabù infranti. L’Italia non batteva da 20 anni la Spagna e ci riesce. L’Italia incontra la Germania: i tedeschi non hanno mai esultato dopo una gara contro di noi: tradizione sfatata. In semifinale ci sono Francia e Germania: i francesi godevano di una tradizione sfavorevolissima, ma riescono a domare i tedeschi e andare in finale contro il Portogallo. Il Portogallo aveva perso le ultime dieci gare contro la Francia, non ci vinceva dal 1975, e ha sempre perso nelle gare di grandi competizioni internazionali. Anche questa maledizione viene infranta: ditemi voi se il calcio non è lo sport più bello del mondo.

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