Io non avevo neanche due anni quando Gaetano Scirea morì in un incidente stradale in Polonia. Esattamente 27 anni fa. Per il calcio italiano, ma anche internazionale, fu una perdita abnorme.

Non era soltanto un difensore di altissimo livello, che con Juventus e Italia vinse tutto, ma era soprattutto un grandissimo uomo fuori dal campo. L’eleganza con cui riusciva a fermare un avversario, oltre il rettangolo verde si trasformava in dolcezza e dignità fra la gente.

In un periodo in cui dagli anni 80-90′ il calcio è andato incontro verso un lento, ma progressivo, declino, una guida come Gaetano Scirea sarebbe giovata a tutti. Ma non mi piace stilare il solito coccodrillo che si compie quando si incappa nell’anniversario di morte di qualcuno. Voglio un attimo fantasticare con voi su come sarebbe potuta proseguire la sua vita.

Gaetano Scirea, elegante fuori e dentro al campo

Aveva da poco smesso i panni del giocatore ed era vice allenatore della Juventus. Me lo immagino allenatore della stessa nel giro di 2-3 anni, complice anche le annate non proprio favolose che ne sarebbero conseguite. Furono gli anni dei trionfi di Napoli, Inter, Sampdoria e Milan. Alla Juve non si vedeva un gioco così pessimo da moltissimi anni. Quindi facile immaginarlo su quella panchina per salvare il salvabile. E poi? E poi chissà se avesse preferito entrare in dirigenza o continuare ad allenare: magari avrebbe fatto bene e avremmo visto Scirea allenare Maradona o Van Basten.

Gaetano Scirea, Juventus
Scirea (fonte tifosibianconeri.com)

Ma non sottovalutiamo il suo feeling con l’azzurro: visto il suo essere allenatore in campo, di certo negli anni la federazione italiana avrebbe affidato a Gaetano Scirea la panchina azzurra: e se nel 2006 ci fosse stato lui sulla panchina ai mondiali? Sarebbe stato l’unico italiano a vincere la Coppa del Mondo da allenatore e da giocatore.

Ma non mi dilungo oltre, perchè magari dopo aver fatto il vice allenatore nella Juventus avrebbe preferito stare un po’ lontano dal calcio, un po’ come Baggio, e pensarlo, comunque di rado, nei parterre delle trasmissioni sportive, a non essere mai attaccato da nessuno, nemmeno dall’anti juventino più esagitato, per via della sua signorilità.

Oppure, pensavo, visto che abbiamo avuto i vari Dossena, Cabrini, Tardelli e tanti altri della banda del ’82, me lo immagino come commentatore sportivo accanto a Bruno Pizzul a spiegare a casa i movimenti della difesa senza far confondere con improbabili termini chi ascoltava.

In italia si dice spesso che chi muore è sempre considerato il migliore, troppo buono, il quasi perfetto, senza che la cosa corrisponda esattamente al vero. Ma con Gaetano Scirea mi sento di farla un’eccezione, perchè quando chiedo a qualcuno che lo ha vissuto “A chi possiamo paragonare Gaetano Scirea?” mi rispondono tutti unanimamente “A……Gaetano Scirea”.