Scelgo Emiliano Sala. Esatto, scelgo proprio lui per tornare a popolare il mio blog, rimasto offline per 5 mesi per problemi tecnici. Non mi va di parlare delle follie del calciomercato invernali, di come Higuain e Perisic stiano abituando tutti più coi mal di pancia che con i gol. Non mi va di parlare di un campionato finito, e credo mai iniziato. Mi piace, in linea con il registro del mio blog, parlare di calcio e sentimenti, di storie in cui il pallone non è l’unica cosa che conta. A quasi 10 giorni dalla sua scomparsa, non si può smettere di parlare di Emiliano Sala. Cosa che sta già avvenendo.

Chi è Emiliano Sala?

Ogni tanto, specie nel periodo in cui Claudio Ranieri allenava i francesi del Nantes, andavo su Livescore per vedere i risultati dei gialloverdi. E spesso spiccava questo nome tra i marcatori: Emiliano Sala.  Nome palesemente italiano, eppure mai sentito. Non proseguo con le ricerche, ma con lo stalkerizzare le gare del Nantes, quelle si. E c’era sempre quel nome, Emiliano Sala.

Classe ’90, Sala è un centravanti possente, ma tuttavia agile, che sa far salire la squadra e al contempo essere un rapace d’area di rigore. Prima dell’exploit di Nantes non aveva avuto grandissime occasioni. Ha giocato solo in Francia e solo col Bordeaux ad alti livelli, senza tuttavia emergere. Furono le annate nelle serie minori, con l’Orleans e con il Niort, a far destare l’attenzione di tutti su questo ragazzo. Nel 2016 viene ingaggiato dal Nantes, dove diventa un idolo per i successivi due anni e mezzo. Facile diventarlo quando fai più di 40 gol in 120 gare in una squadra non certo di vertice.

Emiliano Sala sul taccuino di Roberto Mancini

Mi inizio a chiedere, visto che Mancini stava iniziando a testare i vari Lasagna e Grifo, perchè non si dava una chances a questo bomber. Mi basta poco, qualche ricerca superficiale, per capire che Emiliano Sala è argentino, di Santa Fe, proprio come Gabriel Omar Batistuta, suo idolo fra l’altro. I suoi nonni, loro si, erano italiani, partiti mezzo secolo fa alla volta del continente sudamericano. Trovare spazio nell’attacco argentino, inoltre a 28 anni, con i vari Messi, Dybala, Icardi, Higuain, Aguero non è roba semplice. E non è un caso poi scoprire, subito dopo, che Mancini stava davvero seguendo questo lungagnone di 1,87m.

D’altronde l’Italia continuava e continua ad avere il problema del gol con Immobile e Belotti che sembrano involversi quando indossano l’azzurro, con Lasagna e Zaza che non brillano neanche in campionato, e, infine, con Mario Balotelli che è appena passato al Marsiglia. L’ex centravanti di Milan ed Inter ha sofferto molto al Nizza in questa prima parte di stagione, a differenza di Emiliano Sala che, grazie a 13 gol in 21 gare, è riuscito a strappare un contratto in Premier League. Il Cardiff City lo aspetta.

La sparizione di Emiliano Sala

Il Cardiff, terzultimo in Premier League ha bisogno di un bomber di razza per non retrocedere. Non ci pensa due volte a sborsare 15 milioni di sterline per assicurarsi i gol di Emiliano Sala. Il tecnico dei gallesi, Neil Warnock, lo invita ad assistere alla gara contro il Newcastle, ma Emiliano preferisce rimandare, perchè voleva prima salutare gli amici di Nantes e sbrigare le ultime cose, rimandando di fatto la partenza. Partenza che avviene il 21 gennaio, con condizioni climatiche non molto favorevoli, mediante il velivolo Piper PA-46 Malibu, dalla capienza di 6 posti in tutto. La tratta era diretta, Nantes-Cardiff. A bordo il pilota David Ibbotson. Passeggeri uno, Emiliano Sala.

Alle 19,15 del 21 gennaio si alza in volo il velivolo, ma solo un’ora dopo circa, il contatto con la torre di controllo viene smarrito. In quel momento il velivolo era a circa 13 km a nord ovest di Alderney, nelle Isole del Canale. Quindi in piena Manica. Solo 6 ore dopo inizieranno le ricerche di salvataggio in quanto le proibitive condizioni climatiche le avrebbero rese impossibili fino a quel momento. Le autorità francesi ed inglesi hanno spiegato le loro forze nelle ricerche.

Pur ritrovando alcuni oggetti in acqua, non vi è mai stata la conferma che essi appartenessero all’aereo. Le ricerche continuano fino al 24 gennaio, quando la polizia twittò che le ricerche erano sospese fino a sostanziali aggiornamenti. D’altronde era già stato annunciato che le speranze di trovare dei sopravvissuti erano nulle. È quasi stucchevole poi venire a sapere che il pilota del mezzo, David Ibbotson, non era autorizzato a pilotare a pagamento un aereo con passeggeri. Nel frattempo il Cardiff City si smarca da ipotetiche accuse, affermando che la società era estranea all’organizzazione del volo.

Nel frattempo fa venire i brividi, oltre che a far pensare al peggio, l’ultimo messaggio che l’attaccante ex Nantes, ha inviato ad un amico, poco prima che ogni segnale si perdesse:

“Sono qui sull’aereo che sembra che sia sul punto di cadere a pezzi e sto andando a Cardiff”. Se entro un’ora e mezza non avete mie notizie, non so se manderanno qualcuno a cercarmi perché non mi troveranno ma… sai… che paura che ho”.

Le reazioni alla tragedia di Emiliano Sala

Se all’inizio le speranze di tutti erano riposte nell’ipotizzare Sala e Ibbotson in un altro aeroporto, senza la possibilità di poter avvisare o mandare dei segnali radar, ben presto si farà largo il trauma che questa vicenda ha generato. Messaggi di cordoglio travestiti da speranza vengono emessi da chiunque. Kantè, ex compagno di Emiliano Sala ai tempi del Caen, ha dato piena disponibilità di donare dei fondi per continuare le ricerche, così come la stessa cosa è partita anche dai tifosi del Nantes, mediante una colletta.

Il Cardiff, in tutto questo, è rimasto molto scosso. Significative, in tal direzione le parole del tecnico dei gallesi:

“È stata una settimana traumatica, la più difficile della mia carriera. Pensi 24 ore al giorno a quello che dovresti fare e non riesci a dormire. In 40 anni di carriera non ho mai vissuto momenti così. Quando ho visto Emiliano con la nostra maglia, ho pensato subito che era un giocatore ideale per noi, che avrebbe segnato tanti gol. Abbiamo parlato per un mese e mezzo, so quanto volesse giocare con noi. In un mondo ideale non credo vorrei ci fosse una partita. Non vorrei allenare, almeno per come mi sento ora. Il calcio è importante, ma credo che tragedie del genere cambino molto la prospettiva di come si vive”.

Il drammatico silenzio dopo 10 giorni

Come avete notato non ho mai voluto parlare di Emiliano Sala usando l’imperfetto, o comunque il passato. Continuare a parlarne, e parlarne al presente, è l’unica speranza rimasta. Il silenzio, quello si che uccide. Mentre il mondo, pian piano, si abitua, ahinoi, a questa storia, il peso di questa tragedia rimane ai suoi familiari, a chi lo ha conosciuto ed amato. Per questo i giorni a venire saranno sempre i peggiori, finchè non arriverà magari una notizia.

Nel frattempo, il 23 gennaio, è stato avviato un’iter per un’inchiesta sull’incidente dalla Sezione investigativa sugli incidenti aeree. Intanto, come ha ben detto Neil Warnock, la prospettiva di come si vive sta cambiando per molti. Non è per niente facile abituarsi all’idea che un bomber come Emiliano Sala voli in alto, come fosse un colpo di testa, senza poter tornare a terra ad esultare, come fosse per l’ennesimo gol.