Eder, Portogallo

Eder, dal gol Europeo al dimenticatoio

Gli ultimi Europei (tra i più belli delle ultime rassegne) hanno lasciato in eredità una bellissima caratteristica. Chi l'ha detto che le finali le devono decidere i big, i leader, i numero 10? Quanto è stato bello vedere un "gregario" come Eder, punta di riserva del Portogallo, fare il gol che ha decretato la sua nazione campione? D'altronde noi ricordiamo tutti gli sguardi commossi di gente come Grosso e Materazzi, che dalla polvere dei campi di periferia sono diventati eroi nel Mondiale 2006. Anche la Coppa del Mondo del 2014 è stata decisa da un subentrante dalla panchina: Mario Gotze.

Eder, dalla tragedia familiare al sogno realizzato a Parigi

Éderzito António Macedo Lopes, meglio noto come Eder, ha avuto la classica storia del ragazzo dall'infanzia difficile, che riesce a farsi forza e arrivare al grande pubblico. Si trasferì da piccolo dalla Guinea Bissau in Portogallo con la mamma. Il padre è in carcere da quasi vent'anni per aver ucciso la matrigna. Lo stesso Eder dirà di essere molto attaccato al padre. Probabilmente ha sviluppato un forte senso di attaccamento dopo che a 12 anni ha dovuto vivere in un collegio a Coimbra. Anni bui, che danno ben più lustro per la tenacia con cui Eder è riuscito a venirne fuori.

Diventa calciatore professionista: ragazzone di 1,90, treccine alla Gullit, ma del talento dell'olandese neanche l'ombra. Eder, classe '87, attaccante prima punta, vede molto poco la porta: neanche 80 gol in 300 gare. In Nazionale solo 4 gol in 33 gare. Ma uno di questi 4 è stato il gol più importante della sua carriera. Entra durante la finale contro la Francia, risultato 0-0. Al secondo tempo supplementare il ragazzo originario della Guinea Bissau, lascia partire una staffilata, neanche troppo irresistibile, dalla tre quarti francese. È gol. Clamoroso. La decide Eder. Quello che prima della finale aveva disputato solo sei minuti di Euro 2016. La decide Eder. Quello che nessun portoghese voleva che fosse tra i convocati per la rassgena europea. La decide Eder.

Che fine ha fatto Eder, un anno esatto da quel gol

Eppure la sua gloria finisce subito lì. Ironia della sorte è proprio una squadra francese ad acquistarlo: il Lille. Solo 6 gol in Ligue 1, solo 6 gol in Coppa di Francia. Nonostante le oltre 40 gare (o spezzoni) disputate. Pian piano scivola anche qui tra le riserve, e quando entra in campo, i tifosi avversari non gli fanno mancare le bordate di fischi. Non gli perdoneranno mai quel gol, a casa loro, dello scorso 10 luglio. La sua stagione scialba non gli ha permesso di meritarsi neanche la convocazione per la Confederations Cup 2017. Nessuna gratitudine eterna.

Ma francamente, uno che è cresciuto con le difficoltà che ha vissuto lui, tutta questa durezza, che traslittererà presto in un'autobiografia, scivola. Come scivolò la stagione 2015/2016 allo Swansea, in Premier League, in cui Eder non realizzò neanche un gol in 13 gare. Poco male, Eder ha già fatto gol nella vita emergendo, ed ha già vinto per aver regalato al suo Portogallo qualcosa per cui nessuno era stato in grado di fare. Neanche chi di gol ne ha fatti 500.


Islanda, Euro 2016

Quello che ricorderemo di Euro 2016

Si chiude Euro 2016, uno dei tornei più pazzi degli ultimi tempi: con mille storie mirabolanti, intrecci affascinanti, con lacrime di gioia e di rabbia. Non voglio farla molto lunga con la retorica, voglio semplicemente fare una sfilza di avvenimenti che permetteranno a tutti di ricordare Euro 2016.

Ricorderemo Euro 2016 per la gioiosità delle cerimonie di apertura e chiusura: Parigi e tutta la Francia hanno voluto mostrare al mondo intero quanto siano stanchi di portare le proprie ferite in bella mostra. Ma ricorderemo anche David Guetta più animatore da villaggio turistico che dj.

Dai fratelli Xhaka a Will Griggs's on fire!

Ricorderemo Euro 2016 per gli incontri fratricidi Inghilterra - Galles e Galles - Irlanda del Nord nel pieno della Brexit, ma ricorderemo soprattutto Albania - Svizzera, con tanti giocatori albanesi che giocano per la nazionale elvetica : singolare il caso dei fratelli Xhaka (LEGGI), che con gli stessi genitori uno gioca con la Svizzera e un'altro con l'Albania.

Ricorderemo le gioie e i dolori che ci hanno regalato le tifoserie: dalle violenze di Marsiglia dei tifosi russi e inglesi allo spettacolo dei tifosi dell'Islanda: la Geyser Dance, è in assoluto l'aspetto più bello (e più copiato) ereditato da Euro2016. Fa impressione che il 5% dell'Islanda si trovasse in uno stadio a tifare. E che tifo.

A proposito di cori ricorderemo di certo quello dedicato a Will Grigg, attaccante nordirlandese del Wigan: la cosa bella è che il centrvanati non ha fatto nulla per meritarselo: semplicemente un tifoso, tale Sean Kennedy, ha inventato una canzoncina per celebrare Grigg. Il ritornello di una canzone anni '90 di Gala Novanta "Freed from desire", è diventato "Will Grigg’s on fire, your defence is terrified". La Francia impazzisce, la canta qualunque tifoseria, negli spalti e in strada.

Tutte le curiosità di Euro 2016

Ricorderemo anche il tifoso invasore croato che, al gol di Modric contro la Turchia, è andato nel capannello dei giocatori croati ad esultare: alla faccia della sicurezza. Non voglio ricordare invece quei tifosi croati che contro la Repubblica Ceca...no, ho detto che non voglio ricordarlo. Voglio ricordare la prodezza di tacco di Cristiano Ronaldo contro l'Ungheria. però senza dubbio il gol più spettacolare è la rovesciata dello svizzero Shaqiri .

Ricorderemo la stravaganza di alcuni allenatori. Low su tutti per i suoi modi non certo signorili: più di una volta le telecamere lo hanno beccato in movenze assai poco ortodosse. Oppure le cervellotiche scelte di un mister ormai andato come Hodgson: solo lui ha potuto schierare Rooney a centrocampo e far battere gli angoli a Kane.

Antonio Conte (fonte calciatoribrutti.com)
Antonio Conte (fonte calciatoribrutti.com)

E poi di Euro 2016 ricorderemo la furia di Antonio Conte in panchina, con il suo naso spaccato al gol di Giaccherini. Già gli azzurri. Sarà un peccato che la gente non ricorderà la perfezione sfiorata contro Belgio e Spagna o la bellissima serpentina di Eder contro la Svezia, ma gli errori kafkiani dagli 11 metri di Zaza e Pellè. Le lacrime di Buffon e quelle di Barzagli sono sintomo di questo mio timore.

Però ricorderemo le storie di improbabili eroi di questi europei: penso ad Halldorsson, portiere dell'Islanda che fino a pochi anni fa non era calciatore professionista, pesava 105 chili e non giocava a calcio, ma faceva il regista (LEGGI). Penso all'incredibile sensazione che avrà provato il gallese Robson-Kanu quando ha sbugiardato agli ottavi ben 3 difensori del quotatissimo Belgio per poi segnare a Courtois, lui che è un centravanti disoccupato, senza squadra. E poi impossibile non menzionare Eder, quello portoghese ovviamente, che realizza il gol della vita, lui che ha sempre giocato in squadre non proprio ecclese, e che fino alla finale aveva fatto solo 6 minuti contro l'Islanda. Predestinato.

L'epilogo di Euro 2016 che non ti aspetti

Già, non potremmo chiudere che con il Portogallo campione d'Europa per la prima volta. Ricorderemo anche il suo incredibile cammino con una sola vittoria in 7 partite. Si sono qualificati agli ottavi con il ripescaggio delle migliori terze: si, perchè dovremmo ricordare sempre in futuro, nel calcio e nella vita che c'è sempre speranza di riuscire. Ce lo ha insegnato Euro 2016.

 

 


Portogallo, Euro 2016

Scusami Ronaldo, ma ha vinto il Portogallo

la finale di Euro2016 è finita nel modo che meno ci si aspettava, quasi a rimaner coerente con tutte le sorprese di questo torneo: ha vinto il Portogallo. E ha vinto non appena non è stato il Portogallo di Eusebio, di Figo o di Cristiano Ronaldo. Ha vinto il gioco di squadra del Portogallo, l'abnegazione e il mordente dei lusitani. Va comunque tributato un plauso al capitano dei portoghesi che non ha smesso un solo minuto di incitare i suoi, ma mi ha dato non poco i nervi come i media, durante la gara, abbiano esaltato prevalentemente la sua figura, nonostante la panchina. La sua enorme aura ha oscurato il personaggio del giorno, quel Fernando Santos che ha preso il timone della squadra durante le qualificazioni, dopo l'incredibile sconfitta contro l'Albania.

Il trionfo atipico del Portogallo

Partita rognosa, brutta: dei 44 giocatori ben 17 sono di origine africana. Tutti a contendersi l'Europeo. Dopo soli 6 minuti Cristiano Ronaldo è stato messo ko da Payet: l'arbitro (oggi davvero pessimo) non ha fischiato neanche fallo. Sembrava quasi un fallo su commissione, non dico ovviamente che lo era, pareva. Ma è incredibile l'epilogo della gara: Portogallo perde il suo uomo simbolo. Dato spacciato da tutti. Finisce il primo tempo e vedo una discreta Francia, chiaramente superiore tecnicamente. Ma pian pianino la Francia quasi s'ingolfa, ci provano solo Sissoko (questo qui non puo' giocare in B con il Newcastle l'anno prossimo) e Griezmann. Pogba soffre tantissimo un ruolo non suo, Payet lontano dai suoi livelli. Giroud sbatte contro Pepe, fino a quando da il cambio a Gignac che al 91' prende un palo fotocopia di quello che prese Gilardino nel 2006 contro la Germania.

Ma a inizio secondo tempo supplementare la partita va in escandescenza: traversa su punizione di Guerreiro, due minuti dopo gran gol con una staffilata velenosa, da 25 metri, di Eder. Il numero 9 portoghese fino a quel momento aveva fatto solo 6 minuti contro l'Islanda. Io me lo ricordavo solo perchè lo scorso giugno segnò all'Italia in amichevole. Bel giocatore, generoso, ma non di certo un fenomeno.

Eder, Portogallo 2016
Eder (it.sports.yahoo.com)

No, non voglio sminuirlo, tutt'altro: voglio esaltarlo insieme all'idea che devi avere si la tecnica, ma soprattutto il cuore n gare così. Il Portogallo tolto Ronaldo, ha trovato nei terzini, in un Pepe maestoso, in un Renato Sanches che in carisma sembra avere 40 e non 18 anni, nella fantasia di giocatori come Nani e Quaresma non finiti come si diceva, i suoi punti di forza. E lo avevo previsto che a vincere non sarebbe stata una big, perchè il calcio sembra davvero evolversi, anche i piccoli giocano da grandi, che delle figurine che sfili in una partita a Fifa nella partita reale non te ne fai niente s e non sono accompagnate al sacrificio, alla corsa e alla concentrazione.

Un Europeo inaspettato fino alla fine

Non è un caso che l'Italia non sia stata eliminata in modo netto. Non è un caso che squadre come Galles, Islanda, Polonia hanno fatto molto bene. Di questo Europeo strambo, vivido, affascinante, pieno di storie e aneddoti, di sorrisi e paure, porterò a casa proprio questa lezione.

Con la vittoria del Portogallo si è chiuso un processo a matriosca, legato ai tabù infranti. L'Italia non batteva da 20 anni la Spagna e ci riesce. L'Italia incontra la Germania: i tedeschi non hanno mai esultato dopo una gara contro di noi: tradizione sfatata. In semifinale ci sono Francia e Germania: i francesi godevano di una tradizione sfavorevolissima, ma riescono a domare i tedeschi e andare in finale contro il Portogallo. Il Portogallo aveva perso le ultime dieci gare contro la Francia, non ci vinceva dal 1975, e ha sempre perso nelle gare di grandi competizioni internazionali. Anche questa maledizione viene infranta: ditemi voi se il calcio non è lo sport più bello del mondo.


Francia Portogallo

Francia Portogallo, ad un passo dal paradiso

Questa sera con Francia Portogallo si consumerà l'ultimo atto di un Europeo strapieno di cose da ricordare (prometto di fare un post intero sulle sue  chicche) nel bene e nel male. E' stato un Europeo lunghissimo che ci ha resi anche un po' esausti, il primo a 24 squadre con gli ottavi: si pensi che alle prime edizioni della fase finale di un Europeo avevano l'accesso solo 4 squadre,

Francia Portogallo, una finale inaspettata e inedita.

Il mio pronostico che a vincere sarebbe stata una sorpresa è aggrappato al trionfo di un Portogallo orribile nella fase a gironi, capace di rifilare solo tre pareggi ad Islanda, Austria e Ungheria, belle realtà si, ma lontane dall'essere considerate big. La vera sorpresa è stata l'eliminazione agli ottavi di una Croazia lanciatissima, avvenuta solo ai supplementari. Invece addirittura si è giunti ai rigori per avere ragione della Polonia. La prima vittoria è arrivata solo in semifinale contro il Galles: una cosa anomala. Ed eccoli in finali, con Cristiano Ronaldo che finalmente crede nella sua Nazionale, con Quaresma e Nani vecchietti terribili e Renato Sanches, 18enne, autentica stella di cui già vi ho parlato oltre un mese fa.

Francia Portogallo
Nani, Portogallo (fonte makemefeed.com)

Dall'altra parte abbiamo i transalpini, padroni di casa. Anche il loro girone non era temibile, per come la fortuna li ha accompagnati anche agli ottavi e quarti contro Irlanda e Islanda. Ma guai a definirli solo fortunati: chiedere alla Germania. La Francia è un insieme di talenti enormi, ma a differenza, ad esempio, del Belgio, essa gode dell'esperienza e della bravura del suo tecnico. Deschamps ha saputo dare bastone e carota: non ha avuto paura di far sedere Pogba in panchina quando non andava. Ha saputo ricredersi su Payet e Umtiti, ha dato fiducia (ben ripagata) a Giroud  a discapito dei quotatissimi Martial e Coman, ha fatto girare Griezmann che molti davano per stanco dopo la stagione con l'Atletico Madrid.

A proposito del folletto francese: si ripresenta lo scontro con Cristiano Ronaldo. In finale di Champions Real Madrid Atletico Madrid, adesso ad Euro2016 Francia Portogallo. Il portoghese ha fatto fuori Bale, possibile antagonista del prossimo pallone d'oro: adesso vorrebbe fare lo stesso con Griezmann, già ampiamente capocannoniere del torneo.

La logica dovrebbe dire Francia

Si, anche per il fattore casa: il 50% dei tornei giocati in casa li han vinti. I galletti hanno vinto gli Europei nel 1984 e nel 2000. Ai portoghesi brucia ancora la finale persa in casa nel 2004 contro la Grecia: come a dire che i padroni di casa non sono sempre quelli ad avere la meglio.

Francia Portogallo
Deschamps, Francia (fonte zonacalcio.net)

Si perchè la Francia già in alcuni frangenti ha dimostrato di avere un approccio timido, quasi timoroso, quando ci si aspettava troppo: vedi con l'Irlanda. Quindi a mio avviso sarà un Francia Portogallo tutto da scrivere, senza certezze.

Chiudo con un pensiero che ho in testa da mesi. Ho spesso pensato che se ci fosse una sorta di destino, la vincitrice sarebbe dovuta essere la Francia, colpita nell'orgoglio quella pazza notte del 13 novembre, in cui morirono oltre 130 francesi per via degli attacchi terroristici. Quella Francia che ha dovuto disporre incredibili norme di sicurezza per questo Europeo, quella Francia guidata da Antoine Griezmann, che quella sera del 13 novembre aveva la sorella incastrata al teatro Bataclàn, luogo di atrocità. Fortuna per Griezmann che la sorella ne venne fuori illesa, ma sono certo che la voglia di rivincita è totale.

Buona finale!


Galles

Ecco perchè tutti dovrebbero tifare Galles

Il Galles è la vera sorpresa di questo Europeo: abbiamo visto la Polonia, Irlanda, Irlanda del Nord, Ungheria e la fantastica Islanda. Ma solo la nazionale di Coleman è arrivato tra le prime quattro, al suo esordio ad un Europeo. Io lo avevo intuito già da tempo che Euro2016 ci avrebbe riservato delle sorprese: e il Galles, insieme alle più quotate Portogallo, Francia e Germania, è la vera outsider che non ti aspetti.

Inutile parlare dell'effetto gruppo, della stella Bale, piuttosto preferisco mettere in luce alcuni aspetti sconosciuti ai più che rendono il Galles una favola bellissima.

Il calcio in Galles

Intanto mettiamo a fuoco il campionato gallese: è uno dei meno competitivi d'Europa. Nel Ranking per clubs, il Galles è soltanto 51° su 54. Peggio del campionato gallese c'è solo quello di Gibilterra, San Marino e Andorra. Perfino quello maltese e quello delle Far Oer ha un coefficiente migliore. Non è un caso che le squadre principali come Swansea City (di recente qualificata in Europa League) e Cardiff City militano nella Premier League inglese.  In Galles è il TNS ha trionfare di anno in anno ultimamente, dimostrando una superiorità incredibile, che va solitamente subito a sgretolarsi nei preliminari di Champions contro squadre di improbabili federazioni.

Robson Kanu, Galles
Robson Kanu, in gol contro il Belgio (fonte fanpage.it)

Tutti i giocatori del Galles militano in campionati stranieri: tutti in Inghilterra, tranne Gareth Bale nel Real Madrid e il terzo portiere Williams in Scozia. Alcuni giocano nella Championship, la Serie B inglese, altri addirittura nella League One, la nostra Lega Pro. E fa specie, vedendo questi dati, come il Galles abbia battuto squadre come il Belgio e messo alle spalle l'Inghilterra. Secondo trasfermarkt.com il Galles vale 170.80 mln, di cui  solo 80 Bale e 30 Ramsey, ovvero le uniche due stelle di questa Nazionale.

Merita i fari puntati l'attaccante Hal Robson-Kanu, già a segno contro Slovacchia e soprattutto Belgio, quando con una piroetta ha sbugiardato i difensori pluriquotati della nazionale di Wilmots e portato il Galles nella storia. Perchè i fari puntati? Perchè Robson-kanu è senza squadra: il Reading, club di serie B inglese, non gli ha rinnovato il contratto. Precedentemente aveva giocato nelle serie minori inglese: improvvisamente diventa uno dei giocatori più in vista di questo Europeo. Le italiane dovrebbero pensarci.

La crescita del calcio gallese

Il Galles è una realtà incredibile, che nel giro di pochi anni ha scalato 100 posizioni nel ranking FIFA delle nazionali: il merito non puo' essere solo di Bale (merita il pallone d'oro), ma di gente che in passato ha dato luce a questo Paese, come Ryan Giggs, ma penso soprattutto a chi ha fatto crescere il movimento, come Gary Speed, ex stella del Galles, ed ex ct della Nazionale prima di Coleman, prima di essersi tolto la vita.

Non sono  più solo rugby, il Galles non merita solo rispetto, ma il tifo di tutta quella gente che in Europa ha un tifo e un cuore da affidare per questo finale di Europei.


Italia, Roberto Baggio, rigori

I 10 più dolorosi rigori falliti dagli azzurri

Ieri sera si è consumato il dramma sportivo dell'Italia calcistica, vedendo svanire ai rigori la possibilità di accedere alle semifinali di Euro 2016. Stavolta a punirci è la Germania campione del Mondo, che finalmente riesce a raccogliere un sorriso contro gli azzurri. Ma deve arrivarci tramite la lotteria dei rigori.

Noi, nonostante 10 anni fa diventammo per la 4° volta campioni del mondo contro la Francia proprio dopo i calci di rigore, non abbiamo affatto una tradizione favorevole dal dischetto.

La top ten dei degli errori più dolorosi dagli 11 metri degli azzurri

  • 10. Nel 2013 Leonardo Bonucci fallisce il rigore decisivo nella semifinale della Confederation Cup, facendo qualificare la Spagna. L'importanza relativa della competizione rende meno amaro quell'errore.
  • 9. Nella finale di Coppa del Mondo del 1982, Antonio Cabrini calciò malamente fuori un rigore sullo 0-0. Fortuna nostra che Rossi, Tardelli e Altobelli offuscarono quello sbaglio
  • 8. Fulvio Collovati sbagliò un rigore decisivo in Italia - Cecoslovacchia dell'Europeo del 1980. Gli azzurri arrivarono 4°.
  • 7. Nel 1996, sempre in un Italia - Germania, Gianfranco Zola, calcio tra le braccia di Koepke un rigore che si rivelò decisivo: la gara fini 0-0 e l'Italia non passò il turno. Ps. I tedeschi si laurearono Campioni d'Europa.
  • 6. Nel 2008, agli Europei, Antonio Di Natale si fa neutralizzare il rigore decisivo. Trionfa ancora la Spagna di Casillas, che poi si laureò campione d'Europa.
  • 5. Nella finale di Usa '94 Franco Baresi, autore di una finale sontuosa, sparò alle stelle il suo rigore contro il Brasile: il suo pianto sfrenato è ancora una ferita aperta.
  • 4. Graziano Pellè, ad Euro 2016 ai quarti contro la Germania, con il suo tiro ha calciato uno dei peggiori rigori della storia azzurra: prima del tiro mima l'intenzione di fare un cucchiaio. Invece l'ariete azzurro ha preferito calciare piano, fuori di un metro, alla destra di Neuer.
  • 3. Ancora la traversa trema: nella mia mente la sassata di Gigi Di Biagio ai Mondiali del 1998 che si stampa sul legno, con il centrocampista azzurro che si accascia all'indietro con le mani in testa: l'Italia è fuori ai rigori, ancora una volta contro chi poi vincerà il torneo: la Francia di Zizou.
  • 2. Il rigore di Aldo Serena sbagliato nella semifinale contro l'Argentina ad Italia '90  ha fatto malissimo. L'Italia veniva da ottime gare e giocando in casa c'era un entusiasmo che lasciava presagire ben altri epiloghi.
  • 1. Non poteva esserci che lui al primo posto dei più celebri rigori falliti dagli azzurri: il rigore calciato alto di Roberto Baggio nella finale di Coppa del Mondo nel 1994 è diventato un'autentico cult. Da esso presero spunto anche spot pubblicitari. Dopo tempo affermò che quel rigore sbagliato è stato comunque portatore di felicità, perchè ha fatto felice più gente. La popolazione brasiliana è molto più ampia di quella italiana: quando la classe non è solo dentro ad un rettangolo verde.

Andrea Barzagli, Italia

Italia, va bene così

Ieri sera, subito dopo Italia Germania mi sono lasciato andare in una valutazione troppo superficiale per la carrellata di rigori improbabili calciati dai nostri: è stata una leggerezza dovuta ad un'amarezza senza precedenti.

Ho 28 anni, e mai ricordo di aver vissuto una gara con una tensione tale da chiudersi lo stomaco, da sentire un caldo asfissiante, di non prendere sonno, nonostante la stanchezza, per la troppa adrenalina. Ed io ero su un comodo divano.

Italia Germania, intensità ed emozioni a non finire

Bene, immaginate quanto possa essere stata stritolante una gara, come quella di ieri, per chi l'ha giocata: fanno male le lacrime di Barzagli (VIDEO), perchè dice una cosa che sta già accadendo, ovvero che nessuno si ricorderà di questo gruppo così coeso e generoso. Perché la gente, nel calcio, ma soprattutto nella vita, ricorderà di te solo le ultime cose. Quindi chi se ne frega se abbiamo annullato squadre zeppe di campioni come Belgio e Spagna, chi se ne frega se siamo passati come primi nel girone con una giornata d'anticipo, nonostante mancassero a questi Europei gente come Verratti e Marchisio e in questa gara uomini chiave come De Rossi e Candreva.

Tutti ad inveire contro chi ha ciabattato i rigori: io personalmente non voglio contribuire a questa polemica, né difendendo, né attaccando. Lascio questa bega ai tifosi occasionali che magari seguono il calcio solo per Europei e Mondiali, ricordando a quest'ultimi che nella Germania li han sbagliati giocatori come Muller, Ozil e Schweinsteiger.

Anche se un ma ce l'ho: ieri sera un mio caro amico mi ha scritto in un sms "Hai visto Pellè? Era il mio idolo". In queste semplici parole c'è la chiave di lettura di questi Europei dell'Italia.

Ci siamo dimenticati dell'umiltà

Una squadra tecnicamente davvero mediocre era riuscita a sopperire al gap tecnico mettendo corsa, cuore, impegno. Non siamo i migliori, ma abbiamo giocato come se lo fossimo, grazie ad un'arma segreta: l'umiltà. Il gesto di Pellè, che ha indicato a Neuer la sua intenzione di fare il cucchiaio, sembra il primo gesto presuntuoso degli azzurri a questi Europei. E l'abbiamo pagato caro.

Ma non voglio assolutamente entrare in questa querelle, sui passettini di Zaza e sul tiro strampalato di Darmian. Voglio sottolineare l'ennesima prestazione superlativa della difesa, dei polmoni infiniti di Giaccherini e Parolo, della rinascita di De Sciglio e del salvataggio di Florenzi con un grande tacco volante. Abbiamo visto un'Italia che non ci saremmo mai aspettati, e questo non dobbiamo dimenticarlo, non bisogna mai dimenticarsi da dove si parte: noi eravamo quelli che non dovevamo manco passare il girone.

E invece abbiamo perso ai quarti, ai rigori, contro la Germania campione del Mondo, in una sorta di finale anticipata. Ieri la Germania ha dominato, com'era prevedibile, nel possesso, ma ha creato molte meno occasioni rispetto alla norma: ciò la dice lunga sulla nostra forza. E da questo, Ventura, dovrà ripartire.

Prima di augurare buon lavoro al nuovo ct, voglio evidenziare quanto questa squadra sia stata legata al cuore: i pianti in diretta di Barzagli e Buffon, Conte che ha un magone che non si aspettava per cui si sente di dire Arrivederci e non Addio all'Italia. E poi tutti i tifosi che si sono affezionati a dei ragazzi non eccezionali, ma qualcosa di eccezionale erano davvero riusciti a farla.


Italia Germania 4 a 3

"Italia Germania" è parte di ogni italiano

Un bambino di 10 anni si trova in un parco con un pallone. Inizia a palleggiare, poi mette la palla a terra e punta un'ipotetica porta fatta tra due alberi e inizia una sua personalissima telecronaca: "Cassano prende palla, la passa a Balotelli.... tirooooo...GOOOOOOOL!! Italia in vantaggioooo". Il bimbo tutto contento esulta, ma non si accorge che ha allontanato la palla.

La palla arriva ad un ragazzo di 20 anni che ha visto la scena: va verso la palla, dribbla un paio di cespugli e con un tiro a giro di sinistro fa gol anche lui "GOOOOOL, ha segnato Fabio Grossooo". Il bimbo di 10 anni guarda perplesso il ragazzo più grande e gli dice che il suo gol con Balotelli era più bello. Il ragazzo di 20 anni gli dice "Si, ma il mio è stato fatto in una semifinale mondiale, il tuo in un Europeo".

Da Tardelli e Rivera, eroi di Italia Germania

Fabio Grosso, Italia Germania
Fabio Grosso

Mentre dibattono la palla scorre via fino a quando arriva ad un tizio di 40 anni che calcia da lontano: la palla tocca il palo ed entra. Il signore di 40 anni esulta con un grande urlo e dice "Tardelliiiii, ha segnato Tardelliii". Il bimbo di 10 anni si chiede chi sia Tardelli, quello di 20 guarda stranito. Il 40enne dice "Guardate, belli i gol di Balotelli e di Grosso, ma quello di Tardelli è il più importante: è stato fatto durante una finale di Coppa del Mondo in cui abbiamo vinto".

I ragazzi di 10 e 20 anni non sono d'accordo, non si ricordano di certo questo Tardelli. Il signore grande cerca di spiegare, ma si rende conto che viaggiano su frequenze diverse.

Ad un certo punto si avvicina un signore sulla 60ina che con un piattone mette la palla all'angolino e senza inutili trionfalismi sentenzia "Io ricordo questo gol di Rivera nella semifinale del 1970, vinta 4-3. Quella Italia Germania è stata definita ufficialmente la più bella di tutti i tempi". Tutti e quattro sorrisero e si resero conto quanto il passato sia importante per riconoscere il valore del presente.

Italia Germania, sfida infinita

Non importa quale Italia Germania ricordi perchè sinora tutte sono state gare rimaste nella storia, impresse nell'infanzia di chi guardava, importa soltanto tenere a mente quanto questa partita sia più di una semplice partita, perchè spesso Italia Germania ha significato anche uno scontro sociale, assumendo contorni che vanno oltre lo sport.

Tutte le Italia Germania hanno dato sempre qualcosa: sono sicuro che anche stasera vivremo qualcosa di insolito. E poi tutti giù al parco ad imitare chissà quale nuovo eroe.


Halldornsson, Islanda

Halldornsson, il portiere regista dell'Islanda

Che l'Islanda fosse la favola di Euro2016 è assolutamente assodato. Ma per ogni favola che si rispetti ci serve il regista che la diriga: mai ruolo più calzante per Hannes Halldorsson, il portiere 32enne, che milita nel Bodo Glimt in Norvegia. La sua storia é letteralmente incredibile.
A 15 anni ha dovuto interrompere bruscamente la sua carriera calcistica a causa di un brutto infortunio alla spalla. Allora Halldornsson vira le sue energie dal calcio al mondo del videomaking. Fa uno corto con gli amici a scuola che gli valgono una chiamata come stagista in un'azienda di produzione.
La sua carriera subisce un'incredibile impennata: diventa uno dei più bravi registi di spot, videoclip musicali e film d'azione di tutta l'Islanda, portando i suoi lavori anche all'Eurovision Contest.

Cosa faceva prima Hannes Halldosson

Halldorsson, portiere regista islanda
Halldorsson (fonte vanityfair.it)

Carriera inarrestabile? Giammai.Halldornsson si rende conto di pesare 105 kg, a causa della sedentarietà. La cosa lo manda in bambola: decide di farsi tesserare da un club di 3° serie islandese. Da lì arriva ai top team islandesi come lo Stjarnan, KR Reykjavik e Sandnes.
Halldornsson con l'Islanda diventa protagonista delle qualificazioni, battendo due volte l'Olanda. Ed é proprio un team olandese a tesserarlo nel 2015, il NEC di Nimega.

Halldornsson ha 32 anni e a fine carriera tornerà a lavorare con la Saga Film, l'azienda che lo assunse dopo il famoso corto, ma prima questo portiere ha il film più bello da ultimare, ovvero il sogno dell'Islanda ad Euro2016: a contorno di tutto questo una tifoseria che fa sognare (il 5% della sua popolazione si trova sugli spalti in Francia) e una qualificazione ai quarti di finale contro la Francia.

Il calcio é importante perché ha la magia di mettere sotto i riflettori una terra come l'Islanda e una storia come quella di Halldornsson (sempre alle prese con le luci dei riflettori): é il riscatto di un'intera terra che sembra dire a tutti "ci siamo anche noi", e fatevelo dire: siete tutti bellissimi.


Giorgio Chiellini, Italia

Italia, viva la vida!

È la mia impressione o questa Italia sta risvegliando i più scettici?
Io inizio ad avere difficoltà a scrivere ogni volta dopo gare così. Come fai a parlare di tatticismi e di schemi, di calcoli e di squalifiche?
Questa squadra mette un cuore pauroso, sta iniziando a succedere una cosa: ora sono gli altri a dire "Non volevo beccare l'Italia, cavolo", e non solo noi a preoccuparci nazionali poi modeste.
La Spagna, come ampiamente previsto in un altro articolo, ha perso lucidità ed energie dopo il girone di eliminazione. Morata ha fatto bene nelle prime tre gare, ma mandarlo a giocare contro quella difesa che lo ha aiutato a crescere è come mandare un ragazzino nella tana dei lupi. Risultato? Nullo. Come nullo Nolito. Si ergono solo Silva, Iniesta e Fabregas, ma non è una Spagna scintillante.

I colpi vincenti dell'Italia

Invece l'Italia é parecchio volitiva, lo si capisce subito. Vanno subito vicino al gol Pellè e Giaccherini, ma De Gea, il migliore degli spagnoli, dice no.
Il gol è solo rimandato di poco quando una zampata di Chiellini porta in vantaggio gli azzurri.
Bene Eder, finalmente rinfrancato: apre più volte la difesa iberica, con un'intesa sempre migliore con Pellè.
Il due a zero di quest'ultimo é un sigillo meritatissimo: simile a quello del Belgio, ennesima analogia con questa gara. Una gara contro una squadra più tecnica, che lascia spazi, ma che colpiamo a metà primo tempo e allo scadere.

In mezzo una difesa che sembra il cemento più solido di questi Europei (dopo il flop di Messi in Coppa America lancerei la petizione BuffonPalloneD'Oro2016) e un allenatore indemoniato: ricordo, in tempi recenti, solo Guardiola come tecnico che ha saputo imprimere la sua mano alla propria squadra, al punto da notarlo palesemente. Al Chelsea brindano.
Ho seguito la gara a Berlino, insieme ai tifosi tedeschi che non volevano vedere la partita ma solo una telecamera puntata su Conte.

I dubbi a centrocampo per il quarto con la Germania

Ulteriore nota lieta é stata aver evitato la squalifica quasi a tutti: diffide azzerate, solo Thiago Motta salterà il quarto con Germania.
Ecco, l'italo brasiliano è il vero punto interrogativo di questa Italia: la sua lentezza sta diventando quasi patologica. Sono dell'idea di dargli fiducia, ma anche di quella di non augurare manco un raffreddore a De Rossi.

Sabato sera tanti italiani disdiranno gli impegni presi giorni fa, per seguire invece la gara contro la Germania, considerato il vero ostacolo per arrivare in fondo.
Questa Italia ha totalmente spazzato i dubbi di tutti, offendo lo spazio per il più classico del "tutti sul carro dei vincitori". Sembrano lontani i mugugni per le mancate convocazioni a Jorginho, Bonaventura, Romagnoli, Astori: siamo in grado di azzuffarci per degli ottimi giocatori, ma comunque ragazzi che sarebbero rimasti ai margini.

Conte sa che possiamo andare lontano, come sa che non gli frega nulla delle vendette verso gli spagnoli: la sua forza è quella di non lasciarsi trasportare dai discorsi fuori dal rettangolo di gioco: si é pronti alla morte nei 90' cara Italia, ma per adesso godiamocela un po'...viva la vida!