Italia, Alessio Cerci

Tutti i giocatori dimenticati dell'Italia in una rassegna

Si avvicinano i Mondiali di Russia 2018 e dobbiamo in qualche modo trovare la via per sopperire all'enorme dolore sportivo che patiremo per la mancanza dell'Italia. Un ciclo si sta provando ad aprire, con Roberto Mancini commissario tecnico. Non dovrebbe esserci più Buffon, dopo 20 anni, si punta forte su Balotelli, Chiesa, Insigne e Bernardeschi, aspettando che Verratti e Immobile facciano bene in azzurro per come fanno bene nel Paris Saint Germain e nella Lazio. E allora che si fa?

Sapete, ogni tanto mi perdo nei meandri del web e visto che questa Italia ci da pochissime soddisfazioni, corro indietro per vedere le imprese azzurre, gioie e delusioni tra Mondiali ed Europei. Mi soffermo spesso sulle competizioni che si sono seguite dal 1994 ad oggi. Il mondiale americano è il mio primo ricordo calcistico, forte dei miei 6 anni. Tutti ci ricordiamo di Baggio in quel Mondiale. Di Baresi, Pagliuca e così via. Ma avete mai fatto caso che spesso ci sono nelle rose dei convocati dei giocatori che avevamo totalmente rimosso fossero nel giro azzurro. Leggete la carrellata che sto per farvi, vi assicuro che rimarrete stupiti.

Da Usa 94 al Mondiale tedesco del 2006

  • Usa '94: in questo Mondiale abbiamo bissuto imprese magiche, grazie ai due Baggio, Roberto e Dino, ma ci sono anche altri outsider che non ricordiamo. Alla kermesse americana parteciparono pure uno stempiato Antonio Conte. Da sottolineare i due parmensi Lorenzo Minotti e Luca Bucci, con zero presenze, malgrado ben 7 gare dell'Italia.
  • Inghilterra '96: un Europeo molto amaro per gli azzurri di Sacchi. Troppi alti e bassi nel girone, tra Casiraghi e Zola, senza che l'Italia riesce a qualificarsi. In quella rosa c'era, oltre al solito 3° Luca Bucci, pure l'udinese Fabio Rossitto, all'attivo una sola presenza in azzurro, per giunta in amichevole.
  • Francia '98:  una delle migliori Nazionali in assoluto sbarca in Francia. Le stelle sono davvero tante e quasi nessuno ha un ruolo troppo marginale, se non il fiorentino Sandro Cois, che non giocherà mai. Solo 3 le gare in azzurro per lui.
  • Belgio Olanda 2000: è la rassegna del super Toldo, del cucchiaio di Totti e della delusione cocente al golden gol di Trezeguet. Anche qui, parata di stelle assolute. Gli outsider sono Paolo Negro, che farà comunque una presenza contro la Svezia, e il terzo portiere Antonioli, che non farà mai alcuna presenza in azzurro.

 

  • Giappone e Corea del Sud 2002: erano anni d'oro, lo sottolineo. Oggi direi che Francesco Coco, autentica meteora del nostro calcio, sembra lontano anni luce da quei giocatore. Eppure allora aveva un'ottimo rendimento, giocando anche alcune partite, finendo pure al Barcellona. Spicca anche la presenza di Cristiano Doni: sette presenze e un gol per lui.
  • Portogallo 2004: l'Italia si spegne ai gironi nonostante un girone non irresistibile. Gli attaccanti Di Vaio e Corradi non avranno vita lunga in Nazionale, mentre Matteo Ferrari resterà una promessa mai sbocciata appieno. Tuttavia tutti e tre supereranno quota 10 presenze con la maglia azzurra.
  • Germania 2006: qui sono stati davvero tutti importanti. A parte i due portieri di riserva, tutti i giocatori hanno giocato le gare della vittoriosa rassegna iridata. Più tempo passerà e magari sarà più facile dimenticarsi che Amelia e Peruzzi fossero nella rosa. Più facile ricordare Zaccardo e Barone, uno per un autogol, l'altro per una corsa infinita contro la Repubblica Ceca, ad attendere un passaggio di Inzaghi. Follia.

L'Italia, dal dopo Berlino fino ai giorno nostri

  • Austria e Svizzera 2008: ci sono tanti reduci dal Mondiale vittorioso, ma anche qualcuno che non ti aspetti. Alla rassegna europea partecipò Marco Borriello, con la maglia numero 12 fra l'altro. Non giocando mai quella competizione.
  • Sudafrica 2010: fu un Mondiale disastroso, non ripetemmo i fasti di quattro anni prima. In quella rosa erano presenti, fra quelli che oggi non ricordi più, Pepe, Salvatore Bocchetti e Palombo. Tutti onesti gregari, utili, ma non dei fenomeni.
  • Polonia e Ucraina 2012: l'Italia diventò vice campione d'Europa, inchinandosi solo alla Spagna. Era la Nazionale di Balotelli, Cassano, ma anche di Nocerino, Diamanti, Ogbonna e del "nuovo Maldini" Marco Motta.
  • Brasile 2014: resterà l'ultimo nostro Mondiale per quattro anni. E il fatto che non si andato bene fa ancora più male. In una rosa logora, erano presenti pure Cerci e Paletta.
  • Francia 2016: la nazionale di Conte ha stupito, schiantandosi solo contro la Germania ai rigori ai quarti. In quella rosa, anche se sono passati solo due anni, c'è chi si è già dimenticato che ci fosse Sturaro.

Da aggiungere che l'Italia partecipò, nel 2009 e nel 2013, a due Confederations Cup, competizioni tuttavia non con lo stesso appeal delle rassegne continentali e mondiali. Nel 2009 vi erano Legrottaglie, Gamberini, Dossena e Santon, mentre nel 2013, quando arrivammo terzi, non ci sono grossi nomi clamorosi da ricordare. Anzi, ce ne sta uno che non si può mai dimenticare: quello di Davide Astori.


Gianoluigi Buffon, secondi portieri

Tutti quelli che hanno fatto da secondo portiere a Buffon

Ho volutamente preferito far trascorrere il giorno del 40° di Gianluigi Buffon per cercare di non affollare un palcoscenico stracolmo di auguri e complimenti. Auguri arrivati da mezzo mondo, da colleghi a istituzioni, passando per giornali ed ex calciatori. Abbiamo visto speciali su speciali, le parate più belle, le lunghissime strisce di presenze dell'estremo difensore originario di Carrara. Ma vi siete chiesti mai cosa si prova ad essere il secondo portiere di Buffon? Essere il dodicesimo del portiere definito, da più parti, il migliore di tutti i tempi, deve essere arduo. Lo sa bene Wojciech Szczesny, degno sostituto di Buffon alla Juventus, che a dispetto di un gran talento ( e di un gran ingaggio), rimane in panchina ad attendere il suo turno. Ma adesso proviamo a tracciare tutti i numeri 12 nella carriera di Gigi Buffon.

Tutti i secondi portieri di Buffon al Parma

  • Luca Bucci 1995-1997 (anche se Gigi partì come 12°. Il 3° portiere era Giovanni Galli)
  • Matteo Guardalben 1997-2001

Tutti i secondi portieri di Buffon alla Juventus

  • Fabian Carini/Michelangelo Rampulla 2001/2002
  • Antonio Chimenti 2002-2006
  • Christian Abbiati 2005/2006
  • Antonio Mirante 2006/2007
  • Emanuele Belardi 2007/2008
  • Alexander Manninger 2008-2012
  • Marco Storari 2012-2015
  • Norberto Neto 2015-2017
  • Wojciech Szczesny 2017-ora

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Tutti i secondi portieri di Buffon con l'Italia

Dal 1997 al 2000 è Gianluigi Buffon ad essere il 12esimo della Nazionale azzurra. Davanti aveva Pagliuca, che giocò titolare, come fuoriquota, anche ai Giochi Olimpici del 1996, davanti a Pagotto e Buffon. Proprio Angelo Pagotto fu il portiere titolare ai campioni Europei under 21 del 1996, che l'Italia vinse. Gigi rimase dodicesimo, senza disputare neanche un minuto.

Nel 1998, per Francia '98, è il secondo portiere dell'Italia, scavalcando Angelo Peruzzi, che si infortunò prima della kermesse. Stessa sorte toccò a Gigi nel 2000, alle porte dell'Europeo, dando spazio ad uno che fece benissimo in quell'occasione: Francesco Toldo. Dopo quell'Europeo iniziò in pianta stabile la sua presenza fissa fra i pali. Qua è più difficile essere precisissimi, in quanto da convocazione a convocazione potevano cambiare gli uomini, specie il ruolo di vice-Buffon.

  • Francesco Toldo
  • Christian Abbiati
  • Angelo Peruzzi
  • Marco Amelia
  • Morgan De Sanctis (malgrado Buffon gli fece da 12° agli Europei Under 18 del 1995)
  • Federico Marchetti
  • Salvatore Sirigu
  • Mattia Perin
  • Gianluigi Donnarumma

L'Italia è da sempre una fucina di talenti per la porta. Tuttavia Gianluigi Buffon riuscì da subito a mettere tutti d'accordo e ad affidarsi a lui come indiscusso numero uno. Giusto celebrare un campione simile, com'è giusto guardare al futuro e sperare che il primato italiano sulla scuola dei portiere rimarrà indiscutibilmente ancora fra le nostre mani. Come un pallone da afferrare.


UEFA Nations League

Cos'è e come funziona UEFA Nations League?

Davvero? Non sapete cosa è la UEFA Nations League? E c'avete pure ragione: non ne parla nessuno! Molto strano se considerate che tale competizione di fatto sostituirà definitivamente le scialbe amichevoli tra Nazionali. Quelle amichevoli per cui i club non vogliono dare i propri big. Della serie, ogni partita sarà un test importante perchè c'è qualcosa da vincere. E cade, direi, a fagiolo dopo la debacle dell'Italia, che ha di certo bisogno di non scherzare più.

Nasce oggi, con il sorteggio delle 12, ufficialmente la UEFA Nations League, una competizione che vedrà protagoniste le 55 federazioni europee affiliate all'Uefa. Avrà cadenza biennale e assegnerà di fatto, oltre al titolo, 4 posti per il Campionato Europeo. L'esigenza è nata dalla richiesta delle Federazioni calcistiche per avere sempre incontri di un livello adeguato, trovando la benedizione anche dei network televisivi pronte ad accaparrarsi a suon di milioni tale rassegna.

Come funziona la UEFA Nations League?

Il torneo è suddiviso in 4 Leghe: A, B, C e D. Per la prima edizione tale suddivisione è dovuta al ranking UEFA. Ogni Lega è suddivisa in 3 o 4 fasce. L'Italia si trova nella Lega A, in seconda fascia, insieme a Inghilterra, Francia e Svizzera. Il sorteggio di oggi vedrà la formazione di 4 gironi per Lega, formati da 3 (in alcuni anche 4) squadre. Per spiegarvi: l'Italia sarà nel girone con una tra Germania, Portogallo, Belgio o Spagna e una tra Polonia, Islanda, Croazia e Olanda. Le gare saranno di andata e ritorno. La prima classificata di ogni Lega sarà promossa nella Lega successiva per la prossima UEFA Nations League, tranne che per la Lega di A. Le 4 vincenti della Lega di A si affronteranno in uno speciale Final Four che decreterà il vincitore del titolo. Le ultime classificate saranno retrocesse nella Lega sottostante per la futura rassegna, ad eccezione delle ultime di Lega D.

Uefa Nations League
Uefa Nations League

Ma non è finita qui: ogni Lega avrà una squadra qualificata all'Europeo. Ovviamente se una Nazionale si è già classificata nel proprio girone di qualificazione lo slot libero andrà ad un'altra squadra. Cito testualmente:

Se la vincitrice di un girone si è già qualificata di diritto all'europeo tramite il classico torneo di qualificazione, allora verrà sostituta dalla prima squadra non qualificata con il ranking più alto limitatamente alla Lega d'appartenenza; nel caso limite in cui tutte le squadre di una determinata Lega dovessero risultare già qualificate, si procede a valutare quelle della Lega immediatamente inferiore" (Wikipedia)

Quando si gioca la UEFA Nations League?

Fase a gironi

  • 1° giornata: 6–8 settembre 2018
  • 2° giornata: 9–11 settembre 2018
  • 3° giornata: 11–13 ottobre 2018
  • 4° giornata: 14–16 ottobre 2018
  • 5° giornata: 15–17 novembre 2018
  • 6° giornata: 18–20 novembre 2018

Sorteggio final four: inizio dicembre 2018

Final Four: 5–9 giugno 2019

Sorteggio spareggi per UEFA EURO 2020: 22 novembre 2019

Spareggi per UEFA EURO 2020: 26–31 marzo 2020

Ma chi saranno le squadre a giocarsi questi spareggi? Ogni Lega dell'UEFA Nations League avrà una propria squadra qualificata all'Europeo. A marzo 2020 ci saranno 4 playoff separati, uno per Lega, nel quale parteciperanno le vincitrici dei 4 gironi di ogni Lega. Vi faccio un esempio pratico. Se nella Lega D i vincitori dei gironi sono: Andorra, San Marino, Kosovo e Gibilterra (stiamo sognando, eh?) queste quattro si affronteranno in un playoff con semifinali  ( accoppiate in modo che la 1° miglior prima classificata vada con la 4° prima miglior classificata e la 2° con la 3°) e finalissima. La vincente andrà dritto ad Euro 2020.

Un'altra grande novità sarà ilc ambiamento che vedranno le qualificazioni mondiali: il format è lo stesso, ma le gare saranno in momenti diversi. Andranno in scena da marzo a novembre 2019. Prima e dopo si parlerà solo di UEFA Nations League.

La mia idea è che è sempre meglio giocare per qualcosa, e che si giochi con avversari di livello, ma so anche che il vero motivo per cui è nata questa competizione è perchè non sanno più cosa inventarsi per farci vivere ogni giorno di calcio. E la cosa non mi dispiace, anche perchè dopo la delusione mondiale abbiamo proprio bisogno di sfide importanti.

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Eder, Portogallo

Eder, dal gol Europeo al dimenticatoio

Gli ultimi Europei (tra i più belli delle ultime rassegne) hanno lasciato in eredità una bellissima caratteristica. Chi l'ha detto che le finali le devono decidere i big, i leader, i numero 10? Quanto è stato bello vedere un "gregario" come Eder, punta di riserva del Portogallo, fare il gol che ha decretato la sua nazione campione? D'altronde noi ricordiamo tutti gli sguardi commossi di gente come Grosso e Materazzi, che dalla polvere dei campi di periferia sono diventati eroi nel Mondiale 2006. Anche la Coppa del Mondo del 2014 è stata decisa da un subentrante dalla panchina: Mario Gotze.

Eder, dalla tragedia familiare al sogno realizzato a Parigi

Éderzito António Macedo Lopes, meglio noto come Eder, ha avuto la classica storia del ragazzo dall'infanzia difficile, che riesce a farsi forza e arrivare al grande pubblico. Si trasferì da piccolo dalla Guinea Bissau in Portogallo con la mamma. Il padre è in carcere da quasi vent'anni per aver ucciso la matrigna. Lo stesso Eder dirà di essere molto attaccato al padre. Probabilmente ha sviluppato un forte senso di attaccamento dopo che a 12 anni ha dovuto vivere in un collegio a Coimbra. Anni bui, che danno ben più lustro per la tenacia con cui Eder è riuscito a venirne fuori.

Diventa calciatore professionista: ragazzone di 1,90, treccine alla Gullit, ma del talento dell'olandese neanche l'ombra. Eder, classe '87, attaccante prima punta, vede molto poco la porta: neanche 80 gol in 300 gare. In Nazionale solo 4 gol in 33 gare. Ma uno di questi 4 è stato il gol più importante della sua carriera. Entra durante la finale contro la Francia, risultato 0-0. Al secondo tempo supplementare il ragazzo originario della Guinea Bissau, lascia partire una staffilata, neanche troppo irresistibile, dalla tre quarti francese. È gol. Clamoroso. La decide Eder. Quello che prima della finale aveva disputato solo sei minuti di Euro 2016. La decide Eder. Quello che nessun portoghese voleva che fosse tra i convocati per la rassgena europea. La decide Eder.

Che fine ha fatto Eder, un anno esatto da quel gol

Eppure la sua gloria finisce subito lì. Ironia della sorte è proprio una squadra francese ad acquistarlo: il Lille. Solo 6 gol in Ligue 1, solo 6 gol in Coppa di Francia. Nonostante le oltre 40 gare (o spezzoni) disputate. Pian piano scivola anche qui tra le riserve, e quando entra in campo, i tifosi avversari non gli fanno mancare le bordate di fischi. Non gli perdoneranno mai quel gol, a casa loro, dello scorso 10 luglio. La sua stagione scialba non gli ha permesso di meritarsi neanche la convocazione per la Confederations Cup 2017. Nessuna gratitudine eterna.

Ma francamente, uno che è cresciuto con le difficoltà che ha vissuto lui, tutta questa durezza, che traslittererà presto in un'autobiografia, scivola. Come scivolò la stagione 2015/2016 allo Swansea, in Premier League, in cui Eder non realizzò neanche un gol in 13 gare. Poco male, Eder ha già fatto gol nella vita emergendo, ed ha già vinto per aver regalato al suo Portogallo qualcosa per cui nessuno era stato in grado di fare. Neanche chi di gol ne ha fatti 500.


Italia, Under 21

Italia Under 21, alla conquista della Polonia

E' appena iniziato il campionato Under 21 di calcio, e l'Italia Under 21 è, come di consueto, una delle favorite per il titolo. I pentacampioni azzurri, nessuno vincente come loro, si presentano in Polonia con una squadra quasi da Nazionale maggiore. Bisogna non alzare troppo i toni e pompare troppo questi ragazzi, onde evitare la fine della scorsa Italia Under 21, che nel 2015, non riuscì a passare un girone non così duro, malgrado avesse una rosa importante.

L'Italia Under 21 vuole il suo 6° campionato Europeo

Eppure questa squadra sembra più cresciuta e matura, come lo sembra essere il suo selezionatore, Luigi Di Biagio, uomo di valore, che, secondo me, chiusa l'esperienza azzurra, potrà confrontarsi agli ordini di un club ambizioso. Auguro a lui di non fare la fine di Claudio Gentile, ultimo allenatore a vincere un torneo Europeo con l'Italia Under 21, nel 2004, e finito in un dimenticatoio inspiegabile.

Ci sono tutti i big, quelli che di solito giocano nella Nazionale maggiore. Da Bernardeschi a Gagliardini. Da Petagna a Berardi. Passando per i vari Rugani, Pellegrini e Chiesa. Senza tralasciare il fatto che tra i pali troverà spazio Gianluigi Donnarumma, in questi giorni sulle bocche di tutta Italia, per il suo recente rifiuto di rinnovare il suo contratto. Non voglio affatto deturpare questo articolo definendo giusta o sbagliata la sua scelta, non sarebbe la sede giusta. Ma è la sede giusta per condannare come questa storia lo stia davvero massacrando mediaticamente, come da lui stesso detto ai suo compagni di ritiro. Spero che questo non lo ponga in un'involuzione che possa compromettere questi Europei.

Non sarà facile: occhio agli avversari

Anche perchè sarebbe un clamoroso autogol, visto che già dobbiamo preoccuparci di altre difficoltà, come un girone duro con Danimarca, Repubblica Ceca e soprattutto Germania. Quest'ultima ha tra le sue fila giocatori come Dahoud, Tah e Meyer, già protagonisti in Champions League. E dire che hanno lasciato a casa gente convocabile come Goretzka, Kimmich, Sanè, Weigl, Werner, Emre Can e Brandt.

Occhi attenti anche sulla Spagna, autentica favorita. Spiccano le stelle di Saul Niguez e Marco Asensio, che annoverano già un paio di finali di Champions giocate. Senza dimenticarci i vari El Haddadi, Castillejo, Denis Suarez e l'ex milanista Delofeu. Spagna che affronterà i vicecampioni del Portogallo.

Doveroso citare i campioni in carica della Svezia, che all'esordio hanno pareggiato contro un'Inghilterra che ha preferito lasciare fuori gente del calibro di Dele Alli, Eric Dier e Marcus Rashford. D'altronde gli inglesi, anzichè guardare dietro preferiscono guardare avanti e aspettare l'ingresso delle nuove leve dell'Under 20, fresca campione del mondo Under 20 ai recenti mondiali in Corea del Sud.

Il torneo finirà il 30 giugno, con la finale di Varsavia. Arrivare a quella finale è un obiettivo reale di Di Biagio, che vuole vincere dopo 13 anni di digiuno, per presentarsi ai prossimi campioni europei del 2019 da campioni in carica, oltre che come Paese Ospitante (insieme a San Marino).


Italia Under 20

Il cielo è azzurrino sopra l'Italia

Io ve l'avevo scritto (QUI), circa sei mesi fa, che l'Italia del futuro sarebbe diventata più che promettente. E il presente dei baby azzurrini continua a confermare ciò. Se vado a memoria, guardandomi dietro, mi sembra di tornare nella seconda metà degli anni '90, dove c'erano così tanti giocatori talentuosi in circolazione, che restavano a casa giocatori di livello superiore a chi oggi magari ha 20/30 presenze in nazionale.

Credo che la stessa cosa stia per succedere a breve. Partiamo dall'argento Europeo, ai scorsi campionati di categoria Under19, in cui l'Italia si dovette inchinare in finale alla sola Francia. Francia che gli azzurrini, qualche giorno fa, al Mondiale Under20, hanno battuto agli ottavi di finale. Ma i ragazzi di Alberigo Evani si sono superati quando ai quarti di finale hanno battuto lo Zambia per 3-2, nonostante una bella fetta di gara giocata in 10 contro 11. Sugli scudi Mandragora, Orsolini, Dimarco, Favilli e Panico. Mai l'Italia Under20 era arrivata tra le prime 4 ad un campionato del mondo.

E occhio all'Italia all'Europeo Under 21

Tra una decina di giorni inizierà invece il campionato europeo Under21, che si svolgerà in Polonia. Per questa competizione Gigi Di Biagio, in accordo con un Ventura tuttavia un po' polemico,  ha a disposizione una rosa da paura, avendo potuto convocare davvero tutti i big: Donnarumma, Rugani, Conti, Gagliardini, Bernardeschi, Berardi. Ma anche gli altri giocatori della rosa sono di assoluto valore. Peccato aver dovuto rinunciare a Romagnoli, a causa di un infortunio fastidioso. Sebbene ci siano squadre molto competitive come Germania, Spagna e Inghilterra, l'Italia resta tra le favorite per vincere un titolo che manca da 13 anni.

Nel 2004, in quella Italia, c'erano futuri campioni del mondo come De Rossi, Barzagli e Gilardino, ma anche gente che ha fatto una carriera non poi così esaltante, come Zotti, Del Nero, Potenza e Agliardi.  Per dirvi che spesso un po' di gente si perde: ad esempio dell'ultima nazionale italiana che partecipò ad un Mondiale Under20 (in Egitto nel 2009), solo Bonaventura e Regini giocano in A, e non erano manco i titolari di quella squadra. In quella rosa c'erano giocatori che oggi non fanno più neanche i calciatori professionisti, o chi, addirittura, ha lasciato il calcio.

Se questo è il prezzo da pagare per avere a breve una nazionale con i fiocchi, siamo pronti a correre il rischio: d'altronde i migliori diventano tali se non smettono mai di credere di poterlo diventare. Dai azzurrini!


Italia u19, italia Under19

La lezione dell'Italia U19: in finale agli Europei

Sono in corso gli Europei di calcio per la categoria under 19, e l'Italia u19 è arrivata in finale. Giocheremo contro la Francia, dopo aver battuto la Germania padrone di casa e pareggiato comodamente contro Austria e Portogallo. Gli azzurrini di mister Paolo Vanoli (che gran terzino che sei stato, Paolo) hanno battuto in semifinale pure l'Inghilterra, qualificandosi per la finale di domenica.

E' una qualificazione che grida vendetta dopo il fallimento dei più grandi (bravi ma sfortunati), i quali sono stati più volti additati come mediocri per via della loro poca tecnica. E sul piedistallo sono saliti tutti i critici dicendo che l'Italia calcistica non ha futuro, che non appena andranno via i vecchietti della difesa diventeremo una nazionale qualunque. Queste affermazioni da tifoso per caso sono state tutte smentite dalle prestazione dell'Italia u19. Peccato che forse questi criticoni oggi manco sanno che c'è un Europeo di categoria, forse perchè sono diventati nel frattempo esperti di politica e terrorismo internazionale.

L'Italia U19 fa ben sperare

La verità è che questa Italia U19 è imbottita di ragazzi davvero promettenti. In porta abbiamo Meret, 19enne udinese che da molti  definito, al pari di Donnarumma, il miglior prospetto italiano. D'altronde in porta sembriamo davvero coperti per il futuro. In difesa spicca capitan Romagna, autentico leader della Juve primavera e dell'Italia u19. Ma la palma di migliore oggi spetta al terzino sinistro Dimarco, all'Empoli ma di proprietà dell'Inter, il quale ha fatto già diversi gol da calcio piazzato: sua la doppietta che ha steso gli inglesi. Da segnalare Vitturini del pescara: chi ha seguito la serie B non sarà rimasto sorpreso del suo exploit.

Dimarco, Italia U19
Dimarco e i suoi compagni (fonte gazzetta.it)

A centrocampo da segnalare il '98 Locatelli, già esordiente nel Milan: un regista dai piedi buoni. Non mi sorprenderebbe se Montella ci iniziasse a puntare. Ottimi anche Barella del Cagliari e Picchi dell'Empoli.

Tutti nomi buoni, che stanno facendo bene: neanche l'attacco scherza con Panico del Genoa (somiglia a Immobile) e con Favilli che con la Juve primavera ha siglato ben 20 gol. Solo che la Vecchia Signora non ha esercitato il diritto di riscatto e il bomber è tornato a Livorno. Adesso però sia Milan che la stessa Juventus stanno provando a tesserarlo. Sembra una barzelletta, vero?

Provare a credere sui giovani talenti italiani

Si, lo sembrerebbe in un paese normale in cui si fa tesoro dei prodotti dei vivai. Ma in Italia no, perchè scene simili se ne vedono da anni: oltre Favilli, penso al Milan con Darmian, all'Inter con Destro e Bonucci, alla Roma con Cerci. Facciamo crescere sotto l'ala della prima squadra dei ragazzi che, col carattere, diventano talentuosi. Li spediamo nei campionati minori e poi forse ci ricordiamo di richiamarli a casa. Se questi ragazzi sono arrivati in finale sicuramente c'è del buono: quindi perchè tra 4-5 anni dobbiamo prendere magari un giocatore mediocre che è già stato eliminato da questo Europeo (un austriaco, un croato, non so), quando i giovani buoni ci sono? Che questa classe del '97 fosse forte si sapeva già da un po'. Siamo pronti a dar loro il colpo di grazia in favore di uno straniero sconosciuto che magari ti è costato 50mila euro?

Beh, perchè sarebbe da ipocriti non tirare fuori la questione economica: è fuor di dubbio che un giovane italiano costi di più di un giovane straniero. Questo non è dovuto alla diferenza tecnica, ma all'orbitare di gente poco raccomandabile attorno a questi fanciulli, i quali vengono barattati ogni giorno per qualche manciata di migliaia di euro. Non riesco a smettere di pensare al 19enne Diawara del Bologna: il guineano è stato preso dal San Marino per 400mila euro. oggi vale 15 milioni. L'ottica della plusvalenza rende opaca ogni logica sportiva, in cui dei club italiani dovrebbero contribuire a far crescere l'intero movimento.

Ma se siamo tifosi di una nazionale solo per Europei e Mondiali, bisogna poi avere il buon senso di tacere se poi l'Italia u19 va in finale degli Europei e non lo sa nessuno.


Islanda, Euro 2016

Quello che ricorderemo di Euro 2016

Si chiude Euro 2016, uno dei tornei più pazzi degli ultimi tempi: con mille storie mirabolanti, intrecci affascinanti, con lacrime di gioia e di rabbia. Non voglio farla molto lunga con la retorica, voglio semplicemente fare una sfilza di avvenimenti che permetteranno a tutti di ricordare Euro 2016.

Ricorderemo Euro 2016 per la gioiosità delle cerimonie di apertura e chiusura: Parigi e tutta la Francia hanno voluto mostrare al mondo intero quanto siano stanchi di portare le proprie ferite in bella mostra. Ma ricorderemo anche David Guetta più animatore da villaggio turistico che dj.

Dai fratelli Xhaka a Will Griggs's on fire!

Ricorderemo Euro 2016 per gli incontri fratricidi Inghilterra - Galles e Galles - Irlanda del Nord nel pieno della Brexit, ma ricorderemo soprattutto Albania - Svizzera, con tanti giocatori albanesi che giocano per la nazionale elvetica : singolare il caso dei fratelli Xhaka (LEGGI), che con gli stessi genitori uno gioca con la Svizzera e un'altro con l'Albania.

Ricorderemo le gioie e i dolori che ci hanno regalato le tifoserie: dalle violenze di Marsiglia dei tifosi russi e inglesi allo spettacolo dei tifosi dell'Islanda: la Geyser Dance, è in assoluto l'aspetto più bello (e più copiato) ereditato da Euro2016. Fa impressione che il 5% dell'Islanda si trovasse in uno stadio a tifare. E che tifo.

A proposito di cori ricorderemo di certo quello dedicato a Will Grigg, attaccante nordirlandese del Wigan: la cosa bella è che il centrvanati non ha fatto nulla per meritarselo: semplicemente un tifoso, tale Sean Kennedy, ha inventato una canzoncina per celebrare Grigg. Il ritornello di una canzone anni '90 di Gala Novanta "Freed from desire", è diventato "Will Grigg’s on fire, your defence is terrified". La Francia impazzisce, la canta qualunque tifoseria, negli spalti e in strada.

Tutte le curiosità di Euro 2016

Ricorderemo anche il tifoso invasore croato che, al gol di Modric contro la Turchia, è andato nel capannello dei giocatori croati ad esultare: alla faccia della sicurezza. Non voglio ricordare invece quei tifosi croati che contro la Repubblica Ceca...no, ho detto che non voglio ricordarlo. Voglio ricordare la prodezza di tacco di Cristiano Ronaldo contro l'Ungheria. però senza dubbio il gol più spettacolare è la rovesciata dello svizzero Shaqiri .

Ricorderemo la stravaganza di alcuni allenatori. Low su tutti per i suoi modi non certo signorili: più di una volta le telecamere lo hanno beccato in movenze assai poco ortodosse. Oppure le cervellotiche scelte di un mister ormai andato come Hodgson: solo lui ha potuto schierare Rooney a centrocampo e far battere gli angoli a Kane.

Antonio Conte (fonte calciatoribrutti.com)
Antonio Conte (fonte calciatoribrutti.com)

E poi di Euro 2016 ricorderemo la furia di Antonio Conte in panchina, con il suo naso spaccato al gol di Giaccherini. Già gli azzurri. Sarà un peccato che la gente non ricorderà la perfezione sfiorata contro Belgio e Spagna o la bellissima serpentina di Eder contro la Svezia, ma gli errori kafkiani dagli 11 metri di Zaza e Pellè. Le lacrime di Buffon e quelle di Barzagli sono sintomo di questo mio timore.

Però ricorderemo le storie di improbabili eroi di questi europei: penso ad Halldorsson, portiere dell'Islanda che fino a pochi anni fa non era calciatore professionista, pesava 105 chili e non giocava a calcio, ma faceva il regista (LEGGI). Penso all'incredibile sensazione che avrà provato il gallese Robson-Kanu quando ha sbugiardato agli ottavi ben 3 difensori del quotatissimo Belgio per poi segnare a Courtois, lui che è un centravanti disoccupato, senza squadra. E poi impossibile non menzionare Eder, quello portoghese ovviamente, che realizza il gol della vita, lui che ha sempre giocato in squadre non proprio ecclese, e che fino alla finale aveva fatto solo 6 minuti contro l'Islanda. Predestinato.

L'epilogo di Euro 2016 che non ti aspetti

Già, non potremmo chiudere che con il Portogallo campione d'Europa per la prima volta. Ricorderemo anche il suo incredibile cammino con una sola vittoria in 7 partite. Si sono qualificati agli ottavi con il ripescaggio delle migliori terze: si, perchè dovremmo ricordare sempre in futuro, nel calcio e nella vita che c'è sempre speranza di riuscire. Ce lo ha insegnato Euro 2016.

 

 


Portogallo, Euro 2016

Scusami Ronaldo, ma ha vinto il Portogallo

la finale di Euro2016 è finita nel modo che meno ci si aspettava, quasi a rimaner coerente con tutte le sorprese di questo torneo: ha vinto il Portogallo. E ha vinto non appena non è stato il Portogallo di Eusebio, di Figo o di Cristiano Ronaldo. Ha vinto il gioco di squadra del Portogallo, l'abnegazione e il mordente dei lusitani. Va comunque tributato un plauso al capitano dei portoghesi che non ha smesso un solo minuto di incitare i suoi, ma mi ha dato non poco i nervi come i media, durante la gara, abbiano esaltato prevalentemente la sua figura, nonostante la panchina. La sua enorme aura ha oscurato il personaggio del giorno, quel Fernando Santos che ha preso il timone della squadra durante le qualificazioni, dopo l'incredibile sconfitta contro l'Albania.

Il trionfo atipico del Portogallo

Partita rognosa, brutta: dei 44 giocatori ben 17 sono di origine africana. Tutti a contendersi l'Europeo. Dopo soli 6 minuti Cristiano Ronaldo è stato messo ko da Payet: l'arbitro (oggi davvero pessimo) non ha fischiato neanche fallo. Sembrava quasi un fallo su commissione, non dico ovviamente che lo era, pareva. Ma è incredibile l'epilogo della gara: Portogallo perde il suo uomo simbolo. Dato spacciato da tutti. Finisce il primo tempo e vedo una discreta Francia, chiaramente superiore tecnicamente. Ma pian pianino la Francia quasi s'ingolfa, ci provano solo Sissoko (questo qui non puo' giocare in B con il Newcastle l'anno prossimo) e Griezmann. Pogba soffre tantissimo un ruolo non suo, Payet lontano dai suoi livelli. Giroud sbatte contro Pepe, fino a quando da il cambio a Gignac che al 91' prende un palo fotocopia di quello che prese Gilardino nel 2006 contro la Germania.

Ma a inizio secondo tempo supplementare la partita va in escandescenza: traversa su punizione di Guerreiro, due minuti dopo gran gol con una staffilata velenosa, da 25 metri, di Eder. Il numero 9 portoghese fino a quel momento aveva fatto solo 6 minuti contro l'Islanda. Io me lo ricordavo solo perchè lo scorso giugno segnò all'Italia in amichevole. Bel giocatore, generoso, ma non di certo un fenomeno.

Eder, Portogallo 2016
Eder (it.sports.yahoo.com)

No, non voglio sminuirlo, tutt'altro: voglio esaltarlo insieme all'idea che devi avere si la tecnica, ma soprattutto il cuore n gare così. Il Portogallo tolto Ronaldo, ha trovato nei terzini, in un Pepe maestoso, in un Renato Sanches che in carisma sembra avere 40 e non 18 anni, nella fantasia di giocatori come Nani e Quaresma non finiti come si diceva, i suoi punti di forza. E lo avevo previsto che a vincere non sarebbe stata una big, perchè il calcio sembra davvero evolversi, anche i piccoli giocano da grandi, che delle figurine che sfili in una partita a Fifa nella partita reale non te ne fai niente s e non sono accompagnate al sacrificio, alla corsa e alla concentrazione.

Un Europeo inaspettato fino alla fine

Non è un caso che l'Italia non sia stata eliminata in modo netto. Non è un caso che squadre come Galles, Islanda, Polonia hanno fatto molto bene. Di questo Europeo strambo, vivido, affascinante, pieno di storie e aneddoti, di sorrisi e paure, porterò a casa proprio questa lezione.

Con la vittoria del Portogallo si è chiuso un processo a matriosca, legato ai tabù infranti. L'Italia non batteva da 20 anni la Spagna e ci riesce. L'Italia incontra la Germania: i tedeschi non hanno mai esultato dopo una gara contro di noi: tradizione sfatata. In semifinale ci sono Francia e Germania: i francesi godevano di una tradizione sfavorevolissima, ma riescono a domare i tedeschi e andare in finale contro il Portogallo. Il Portogallo aveva perso le ultime dieci gare contro la Francia, non ci vinceva dal 1975, e ha sempre perso nelle gare di grandi competizioni internazionali. Anche questa maledizione viene infranta: ditemi voi se il calcio non è lo sport più bello del mondo.


Francia Portogallo

Francia Portogallo, ad un passo dal paradiso

Questa sera con Francia Portogallo si consumerà l'ultimo atto di un Europeo strapieno di cose da ricordare (prometto di fare un post intero sulle sue  chicche) nel bene e nel male. E' stato un Europeo lunghissimo che ci ha resi anche un po' esausti, il primo a 24 squadre con gli ottavi: si pensi che alle prime edizioni della fase finale di un Europeo avevano l'accesso solo 4 squadre,

Francia Portogallo, una finale inaspettata e inedita.

Il mio pronostico che a vincere sarebbe stata una sorpresa è aggrappato al trionfo di un Portogallo orribile nella fase a gironi, capace di rifilare solo tre pareggi ad Islanda, Austria e Ungheria, belle realtà si, ma lontane dall'essere considerate big. La vera sorpresa è stata l'eliminazione agli ottavi di una Croazia lanciatissima, avvenuta solo ai supplementari. Invece addirittura si è giunti ai rigori per avere ragione della Polonia. La prima vittoria è arrivata solo in semifinale contro il Galles: una cosa anomala. Ed eccoli in finali, con Cristiano Ronaldo che finalmente crede nella sua Nazionale, con Quaresma e Nani vecchietti terribili e Renato Sanches, 18enne, autentica stella di cui già vi ho parlato oltre un mese fa.

Francia Portogallo
Nani, Portogallo (fonte makemefeed.com)

Dall'altra parte abbiamo i transalpini, padroni di casa. Anche il loro girone non era temibile, per come la fortuna li ha accompagnati anche agli ottavi e quarti contro Irlanda e Islanda. Ma guai a definirli solo fortunati: chiedere alla Germania. La Francia è un insieme di talenti enormi, ma a differenza, ad esempio, del Belgio, essa gode dell'esperienza e della bravura del suo tecnico. Deschamps ha saputo dare bastone e carota: non ha avuto paura di far sedere Pogba in panchina quando non andava. Ha saputo ricredersi su Payet e Umtiti, ha dato fiducia (ben ripagata) a Giroud  a discapito dei quotatissimi Martial e Coman, ha fatto girare Griezmann che molti davano per stanco dopo la stagione con l'Atletico Madrid.

A proposito del folletto francese: si ripresenta lo scontro con Cristiano Ronaldo. In finale di Champions Real Madrid Atletico Madrid, adesso ad Euro2016 Francia Portogallo. Il portoghese ha fatto fuori Bale, possibile antagonista del prossimo pallone d'oro: adesso vorrebbe fare lo stesso con Griezmann, già ampiamente capocannoniere del torneo.

La logica dovrebbe dire Francia

Si, anche per il fattore casa: il 50% dei tornei giocati in casa li han vinti. I galletti hanno vinto gli Europei nel 1984 e nel 2000. Ai portoghesi brucia ancora la finale persa in casa nel 2004 contro la Grecia: come a dire che i padroni di casa non sono sempre quelli ad avere la meglio.

Francia Portogallo
Deschamps, Francia (fonte zonacalcio.net)

Si perchè la Francia già in alcuni frangenti ha dimostrato di avere un approccio timido, quasi timoroso, quando ci si aspettava troppo: vedi con l'Irlanda. Quindi a mio avviso sarà un Francia Portogallo tutto da scrivere, senza certezze.

Chiudo con un pensiero che ho in testa da mesi. Ho spesso pensato che se ci fosse una sorta di destino, la vincitrice sarebbe dovuta essere la Francia, colpita nell'orgoglio quella pazza notte del 13 novembre, in cui morirono oltre 130 francesi per via degli attacchi terroristici. Quella Francia che ha dovuto disporre incredibili norme di sicurezza per questo Europeo, quella Francia guidata da Antoine Griezmann, che quella sera del 13 novembre aveva la sorella incastrata al teatro Bataclàn, luogo di atrocità. Fortuna per Griezmann che la sorella ne venne fuori illesa, ma sono certo che la voglia di rivincita è totale.

Buona finale!